Tim ‘minaccia’ Rende: blitz pacifico dei No antenna via Savinio al Museo del Presente

Telecom intende istallare un ripetitore ad Arcavacata su una condotta dell’Abatemarco a 26 metri dalla prima abitazione. Irruzione dei residenti al convegno organizzato per discutere del rapporto tra l’Unical e il territorio

 

RENDE (CS) – Telecom Italia vuole un ripetitore ad Arcavacata entro metà luglio e non intende ‘perdere tempo’. I residenti che hanno appreso dell’esistenza del progetto all’arrivo delle ruspe per gli scavi (il cartello dei lavori è stato apposto quindici giorni dopo) si sono immediatamente mobilitati. Ieri pomeriggio al Museo del Presente di Rende si è tenuto l’incontro ‘Rende è una città universitaria/Rende non è una città universitaria’. Un dibattito pubblico per parlare di identità, funzioni, opportunità che offre il territorio rendese che pur attraendo migliaia di giovani grazie all’Università della Calabria, non riesce poi a trattenerli a causa della grave crisi del mercato del lavoro. A relazionare sul rapporto Rende/Unical sono stati Marina Simonetti presidente di AttivaRende, Luigino Filice Pro Rettore Unical e il sindaco Marcello Manna. Un’occasione che il comitato No Antenna via Savinio ha colto per portare alla luce un altro scempio ambientale che sta per consumarsi Oltrecampagnano: l’istallazione di una stazione radio base per telefonia mobile tra gli alloggi universitari, su una condotta dell’acquedotto Abatemarco.

 

Il ripetitore disterà 26 metri dalla prima abitazione e circa 70 metri dal residence San Gennaro dove vivono circa 200 studenti. Il cantiere è già stato avviato nonostante le preoccupazione dei residenti per l’elettrosmog irradiato del potente impianto. Appendendo uno striscione, distribuendo volantini e imponendo che l’argomento fosse trattato nel corso dell’incontro gli attivisti hanno ieri pubblicamente fatto sentire le proprie ragioni. I lavori sono, ufficialmente, iniziati il 10 Aprile e dovrebbero concludersi entro novanta giorni. L’obiettivo delle proteste è far desistere Tim dall’installazione del ripetitore tra le abitazioni e invitarla a spostarlo in altro luogo.

 

“All’insaputa di tutti i residenti – spiega Ubaldo Panno del comitato no metro via Savinio – e degli studenti hanno avviato questo cantiere per la realizzazione di una stazione redio dell’altezza di trenta metri. Il problema è che sorgerà a 26 metri dalla prima abitazione e a 78 metri dal residence San Gennaro. Siamp seriamente preoccupati perché il diritto alla salute è stato completamente ignorato. Abbiamo avuto un incontro con il rettore e con il sindaco. Il rettore Gino Mirocle Crisci ha dato la disponibilità di un terreno in una zona tale da servire un’area più ampia senza incidere sulla salute dei cittadini che concederebbe a Tim in comodato d’uso gratuito (dove è allestito il cantiere paga invece un canone di fitto) per indurla a spostare l’istallazione stazione radio. Telecom Italia però sembrerebbe, anche se non sono state fornite risposte ufficiali, che non abbia alcuna intenzione di spostare il cantiere. Chiediamo quindi di fare una proposta ufficiale congiunta dell’Università della Calabria e del Comune di Rende alla Tim ribadendo la proposta. Dobbiamo tutelare la nostra salute non possiamo permettere di avere una stazione radio sotto casa che con le sue onde elettromagnetiche mette a serio rischio l’incolumità dei residenti”.