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Call center, stop ai trasferimenti da Milano a Rende

Sospensione temporanea in attesa di gestire insieme al ministero i 65 esuberi in vista della scadenza di un importante contratto che il cliente non intende rinnovare

 

ROMA – Almaviva Contact, “consapevole della complessita’ della situazione”, accoglie “con responsabilita’ l’appello del governo a sospendere le misure finora adottate, in attesa dell’incontro in sede ministeriale, previsto nei prossimi giorni, per la necessaria definizione di un’intesa che garantisca l’indispensabile equilibrio del sito produttivo”. Cosi’ l’azienda in una nota che ricostruisce la vicenda dei 65 lavoratori del call center di Milano cui e’ stato comunicato il trasferimento a Rende, in Calabria. “Almaviva Contact – si legge nel comunicato – ha preso atto che la consultazione tra i lavoratori della sede di Milano ha respinto l’ipotesi di accordo sottoscritta nei giorni scorsi dalla maggioranza delle rappresentanze sindacali aziendali, diretta a fronteggiare la definitiva cessazione di un rilevante contratto da tempo gestito nel sito milanese.

 

Il mancato rinnovo del contratto da parte del cliente – peraltro contrariamente ad una consolidata prassi di rinnovo basata sul confronto competitivo – ha determinato per Milano una riduzione pari al 25% delle attivita’, generando una condizione di esubero del personale e di non equilibrio del centro produttivo. Una condizione che, in assenza di una nuova gara per l’assegnazione delle stesse attivita’ da parte del committente, ha eluso l’applicazione delle clausole sociali a salvaguardia dell’occupazione, previste dalla legge. A fronte di tale situazione, Almaviva Contact ha attivato per tempo un confronto responsabile e trasparente con le Rappresentanze sindacali aziendali, al fine di identificare un accordo fondato su soluzioni possibili e percorso condiviso.

 

Dopo oltre due mesi di colloqui, l’ipotesi di intesa sottoscritta con la maggioranza delle Rsu della sede milanese, aveva previsto una serie di misure volte al recupero di efficienze e produttivita’ del centro, senza alcuna iniziativa relativa al costo del lavoro, accompagnate dal ricorso ad un ammortizzatore sociale di breve periodo, diretto alla riconversione e formazione del solo personale in condizione di esubero”. Almaviva sottolinea che “gli interventi contenuti nell’accordo avrebbero fatto registrare – sia sul piano organizzativo che sui livelli di reddito dei lavoratori – un impatto inferiore alla totalita’ degli accordi firmati negli ultimi cinque anni dalle stesse organizzazioni sindacali del settore in situazioni analoghe.

 

L’esito negativo della consultazione, nelle condizioni date – conclude – ha imposto di assumere con tempestivita’ tutte le misure ineludibili e consentite dal contratto al fine di minimizzare le conseguenze negative per l’insieme dei lavoratori e per le attivita’ del centro di Milano”. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha chiesto ai responsabili della societa’ Almaviva di sospendere i trasferimenti dei lavoratori che operano presso la sede di Milano. Lo riferiscono fonti del ministero, secondo cui l’auspicio di Calenda e’ che l’azienda non proceda con il trasferimento in Calabria di 65 lavoratori che si configurerebbe come un licenziamento seppure mascherato. Nelle prossime ore si svolgera’ presso il ministero un incontro per ricercare una soluzione diversa da quella ipotizzata da Almaviva.