Bancarotta fraudolenta aggravata, la Scorpion chiude battenti

RENDE – Sequestrata ad Ottobre la palestra più grande del cosentino cessa le attività per ordine della Guardia di Finanza.

Un sequestro preventivo per bancarotta fraudolenta che aveva portato a porre i sigilli all’intera struttura del valore di circa sei milioni di euro. A seguito dell’operazione Scorpion Death la gestione dell’azienda era stata affidata all’amministratore giudiziaro che avrebbe provveduto a versare gli introiti giornalieri dell’attività nel conto ad essa intestato. Le continue perdite rilevate, però, hanno reso necessaria la chiusura della struttura e l’affidamento, a partire da ieri, del complesso aziendale al curatore fallimentare, al fine di evitare che venissero ulteriormente compromessi gli interessi dei creditori. La struttura entra quindi a far parte della massa fallimentare, e servirà a soddisfare il comitato dei creditori e l’erario. Diversi i beni immobili siti in Rende, con impianti sportivi, macchinari, attrezzature, arredi, macchine d’ufficio, marchio del centro sportivo e avviamento commerciale. Infatti, la struttura si estende su una superficie di oltre 10.000 mq e comprende, bar, ristorante/pizzeria, centro estetico, centro benessere, due piscine di cui una semi-olimpionica, campi da calcio, da tennis e da squash, 6 palestre attrezzate e una discoteca. Secondo le indagini l’amministratore pro tempore della suddetta società, Sandro Daniele, 63 anni, avrebbe distratto dalla massa fallimentare consistenti valori di cassa e l’intero complesso aziendale, mediante l’utilizzo di artefatti contratti di fitto d’azienda e false fatturazioni.