ASCOLTA RLB LIVE
Search
Savino Vilardi

Rende, ex Assessori dopo esser stati ‘licenziati’ definiscono il sindaco Manna un dittatore

I due ex assessori Savino e Vilardi, commentano la motivazione del sindaco sulla revoca del loro incarico: “Non partecipano alle sedute di giunta e non sono presenti nella sede comunale”.

 

RENDE (CS) – “Alla luce della revoca del mio Assessorato, – si legge in una nota dell’Ing. Giuseppe Maria Savino ritengo necessario fare delle dovute precisazioni a difesa della mia professionalità, della moralità e dell’etica che contraddistinguono il mio fare ed il mio essere da sempre. A febbraio sono stato chiamato a far parte della Giunta del Comune di Rende, con una maggioranza qualificata che condividevo. Dopo solo due mesi si cominciava a leggere sui giornali di un possibile cambio di maggioranza e relativo rimpasto di Giunta. Proprio su tale tema ho avuto un confronto con il sindaco che mi rassicurava sull’infondatezza delle notizie, mi consigliava di non dare retta ai giornali, e mi esortava a continuare il mio lavoro, seguendo le linee guida che avevo stabilito e condiviso con lui.

 

Soltanto dopo pochi giorni da detto colloquio ho letto sui giornali una dichiarazione del sindaco che confermava l’azzeramento della giunta ed il giorno seguente ho ricevuto la telefonata da parte del sindaco stesso che confermava l’intenzione di dimissionarmi, dicendomi che avrebbe parlato con il segretario e mi avrebbe fatto sapere le modalità. Da quel giorno è passato ormai un mese ed io non ho più parlato con il sindaco, né ho ricevuto più inviti a partecipare alle giunte. Il sindaco ha revocato la mia nomina per ragioni che mi hanno lasciato di stucco. L’Avv Manna, infatti, motiva la revoca scrivendo che “l’ing. Savino ed il Dott. Vilardi vengono destituiti perché non partecipano alle sedute di giunta e non sono presenti nella sede comunale per l’esercizio delle materie a loro delegate”. Caro sindaco io penso che le regole del vivere civile stabiliscono che dal momento in cui tu annunci le mie dimissioni in Giunta è più che naturale che io non partecipi alle riunioni, proprio per coerenza con ciò che mi viene detto.

 

Sono convinto che il mio comportamento sia stato caratterizzato dalla massima correttezza, e mi dispiace tanto che il sindaco abbia voluto tutto d’un tratto mettere fine ad un bel rapporto di stima che esisteva tra di noi, proprio nel voler far passare una persona come me, che ha sempre portato a termine con dedizione e serietà i compiti che gli sono stati assegnati, come il peggior dei “lavativi”. No, questo non posso accettarlo, così come non posso accettare che durante quel colloquio il sindaco non mi abbia riferito le sue reali intenzioni. Sono deluso e amareggiato. Chi mi conosce bene sa che io avevo dato il mio contributo professionale, serio e responsabile a favore della città in cui vivo ed a cui sono molto legato, a discapito della mia attività lavorativa. Il sindaco Manna ha voluto rompere l’incantesimo, ha deciso di intraprendere una nuova azione politica che, a dire il vero, né io né tanti altri cittadini come me hanno ben chiara. Io non posso che fargli un grosso in bocca al lupo esortandolo, però, a non affermare più che tali vicende siano legate a chi non ha partecipato alla giunta. Forse sono io eccessivamente educato, ma se mi mettono alla porta io non entro.”

Dichiarazioni di Antonio Vilardi

“Apro il commento – si legge in una nota del Dott. Antonio Vilardi – sulla revoca del mio mandato Assessorile con una osservazione, per meglio descrivere l’esperienza in questi tre mesi al governo della città. Leadership, collegialità e organizzazione del lavoro, tre requisiti fondamentali che, a mio avviso, sono alla base delle mancanze del governo Manna. Tre aspetti che causano lo stato di confusione e smarrimento che oggi la comunità vive, non solo da un punto di vista politico ma, soprattutto, amministrativo e gestionale. Confusione e smarrimento che non appartengono al mio modo di operare ma con i quali, in qualità di assessore, ho dovuto convivere in questi mesi. Grazie al Senatore Gentile, insieme al partito, in cui mi onoro di militare, e a tutto il Gruppo consiliari di “Alternativa Popolare”, che mi hanno indicato per questo ruolo all’interno del Comune, ho accettato con entusiasmo, impegno e responsabilità tale incarico al servizio della mia città ma ho dovuto rilevare subito, nella macchina amministrativa e nel suo timoniere, uno forte accentramento di potere da parte dei dirigenti e del segretario comunale, uno scarso coordinamento e orientamento al risultato, poche possibilità di operare, una grande difficoltà a condividere e a dialogare per portare avanti gli obiettivi nelle sedute di Giunta.

 

Quanto alla revoca del mandato e alle motivazioni che l’avvocato Manna ha inteso strumentalizzare, nel tentativo di screditare la professionalità mia e quella dell’ing. Savino, rispondo che la verità sta proprio nel modo di agire autoritario e privo di democrazia del sindaco, che non ci permetteva di operare liberamene nel rispetto delle regole e delle leggi. Questi sono i veri motivi e non la motivazione del sindaco, affermando che «l’ing. Savino ed il Dott. Vilardi vengono destituiti perché non partecipano alle sedute di giunta e non sono presenti nella sede comunale per l’esercizio delle materie a loro delegate». Se fosse stata questa la verità il sindaco avrebbe dovuto chiedere al nostro partito di indicare altri due nominativi in sostituzione. La verità è, quindi, che il sindaco Manna ha fatto tutto ciò per mettere fuori Alternativa Popolare, non rispettando la maggioranza che lo ha votato e tradendo, cosa più grave, il voto popolare dei cittadini che gli ha permesso di essere eletto sindaco.

 

Io così come l’ing. Savino abbiamo una dignità da difendere e dei valori che per noi sono fondamentali per il nostro fare ed il nostro essere, nel rispetto delle leggi, della trasparenza e della legalità. Ed è proprio per rispetto della mia dignità che non potevo partecipare alle riunioni di giunta dopo che sia sui giornali che in conferenza stampa il sindaco aveva annunciato l ‘azzeramento di giunta. D’altronde non sono stato mai più chiamato e ne cerato per riconfermarmi l’incarico. Io volevo fare tante cose insieme a quelle già fatte, come la creazione dello Sportello Giovani, il “Settembre Rendese”, nuovi stimoli per il commercio, le attività produttive, ma non mi è stato consentito. L’avvocato Manna faccia come vuole, ma è tangibile che sul piano dell’etica e dei rapporti ha mancato di serietà e rispetto, perché le cose, anche quelle politiche, si fanno rispettando le regole del vivere civile.

 

Senza partiti e senza maggioranza, imboccando, ormai, una strada cieca, non posso che augurargli buona fortuna. Prosegua pure in questa spericolata avventura politica, o forse meglio, pseudo civica. Ritengo che non si arriverà da nessuna parte e vano sarà il tentativo di dileguare i “fumi” della confusione e della stagnazione economica in cui versa il territorio. Ancor peggio, vano sarà il tentativo di dileguare, in questa situazione, i fumi della Legnochimica e degli altri siti inquinati che avversano il territorio, per far questo ci vuole un forte consenso e non certo l’aggravante di uno schizzofrenico e precario andazzo politico-gestionale a sua guida.”