Scuola: stop alle invalidità inventate

RENDE – Nonostante le difficoltà occupazionali che affliggono i precari al giorno d’ oggi, c’è una questione che non deve essere sottovalutata : l’invalidità e i suoi benefici.Giustificata quando le patologie sono vere, ma ingiusta quando il diretto interessato si comporta da furbo.Ad intervenire sull’argomento è il

giornalista nonchè docente Sergio Tursi Prato.« La mia amarezza- scrive Tursi Prato- scaturisce dal fatto che per alcuni colleghi l’insegnamento è solo un mero soddisfacimento di un bisogno economico,senza valutare il fatto che il “nozionismo” non basta per diventare un buon educatore, se gli alunni non riconoscono l’autorevolezza e la capacità dello stesso di sedersi dietro una cattedra. Ma nell’Italia dell’individualismo e delle “false invalidità” può succedere di tutto, se è vero che presunti “ciechi” guidano la macchina e patologie come “esaurimento” ,”depressione congenita”»consentono a molti soprattutto nella provincia di Cosenza, di entrare addirittura di ruolo, per la Legge trovato l’inganno”. Dalle parti di “casa nostra” ad esempio, c’è un proliferare di patologie, in alcuni casi “ridicole”, che dovrebbe ricordare a questi truffaldini,che chi è “esaurito” è socialmente pericoloso, per cui non può entrare in classe per insegnare ».