Iniziano oggi i lavori per la bonifica dei laghi dell’ex Legnochimica

RENDE – Si riaprono i cancelli della Legnochimica Srl.

I tre laghi chimici di Contrada Lecco furono posti sotto sequestro nel 2010 dal Procuratore Dario Granieri nell’ambito dell’inchiesta avviata per indagare sui possibili danni arrecati all’ambiente dagli scarti di lavorazione industriale abbandonati a cielo aperto dal 2002. Dalla perizia effettuata dall’attuale rettore dell’Università della Calabria Gino Mirocle Crisci emerse che le vasche, non impermeabilizzate, ubicate nella zona industriale di Rende, contengono metalli pesanti quali arsenico, cromo, nichel, cobalto e piombo che potrebbero compromettere il sottosuolo nonchè le falde acquifere del territorio. La natura dei liquami è stata interpretata da Legnochimica come acque di scarico, mentre per ASP, ARPACAL, Regione, Provincia e Comune si tratterebbe di rifiuti speciali da aspirare e far depurare presso un impianto. Un’interpretazione che decuplica i costi.

 

Se per ‘lavare’ i fanghi in loco e poi scersarli in fogna o in fiume, come proposto da Legnochimica si spenderanno 65omila euro, la soluzione ventilata dalle istituzioni avrebbe comportato una spesa di 6 milioni e 500mila euro. Oggi si procederà ad avviare la soluzione dell’azienda in liquidazione. “Abbiamo già comunicato in Procura – spiega il liquidatore di Legnochimca Bilotta – che entreremo per iniziare a lavorare con i macchinari e vedere che risultati otteniamo sulle acque”. Saranno quindi prelevati dei campioni sui fanghi ‘ripuliti’ e sull’esito delle analisi ARPACAL deciderà se autorizzare lo sversamento in acque pubbliche o meno. A confermarlo è lo stesso assessore all’Ambiente del Comune di Rende Francesco D’Ippolito: “Mi è stato notificato l’avviso di avvio al montaggio dell’impianto. Dal 2 al 5 Settembre faremo le prove per testare la validità dell’intervento. Qualora l’esito di Arpacal dovesse essere positivo si procederà alla vera e propria bonifica”.