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Inquinamento nell’area urbana di Cosenza, tre discariche e milioni di euro

Il progetto della Cittadella Energetica tra Castrolibero – Rende e Cosenza: un milione di metri cubi di rifiuti. Mistero su chi dovrà eseguire la bonifica.

 

CASTROLIBERO (CS) – Un’area  altamente contaminata. Tre discariche convivono in una zona a rischio idrogeologico, soggetta a frane ad ogni pioggia. Si trovano tra Cosenza, Rende e Castrolibero rispettivamente tra viale Magna Grecia, Sant’Agostino e il quartiere Evergreen. La prima discarica in cui i rendesi sversavano tonnellate di spazzatura, sin dagli anni Ottanta, fu tombata. L’altra, ricadente nel Comune di Castrolibero, invece fu chiusa per un sospetto inquinamento delle falde acquifere, di cui non fu mai esattamente accertata l’entità ed oggi si trova coperta da un telo. Nel 2008 quest’ultima, in pieno commissariamento per l’emergenza rifiuti in Calabria, è stata riaperta e destinata a diventare una Cittadella Energetica: una megadiscarica da un milione di metri cubi. Un parallelepipedo di immondizia alto quanto il grattacielo di via Panebianco ed esteso il doppio della superficie dello stadio San Vito – Marulla.

 

La quantità di pattume da conferire nel sito tra Rende, Cosenza e Castrolibero era stata così decuplicata da 100mila metri cubi a un milione di metri cubi con il beneplacito dell’allora sindaco ed attualmente consigliere regionale (in attesa della decisione del Tribunale della Libertà sul suo arresto) Orlandino Greco. Era proprio lui il promotore dmega-discarica-castrolibero (42)ella fantastica idea di avvelenare definitivamente il cuore dell’area urbana così come affermò il consigliere comunale di Castrolibero Francesco Bilotta nell’accesa discussione che si consumò nell’aula consiliare quando nel 2010 fu approvato il progetto. Ad illustrare l’ampliamento della discarica fu l’ingegnere Azzato all’epoca assessore all’Ambiente ed oggi dirigente del settore Urbanistica al Comune di Rende incaricato di occuparsi delle pratiche per la bonifica dell’area. L’allora sindaco di Castrolibero Orlandino Greco era riuscito grazie all’operato dell’ingegnere chiamato a inquinare e disinquinare, ad accaparrarsi un finanziamento da tre milioni di euro per costruire la strada d’accesso alla futura Cittadella Energetica.

 

Un sito in cui sversare tonnellate di rifiuti definito dall’ingegnere Azzato la soluzione “più efficiente ed in grado di assicurare maggiori garanzie per la salute dei cittadini”. Era solo la prima tranche di denaro che sarebbe servito alla costruzione della megadiscarica. Soldi serviti a disboscare i terreni su cui vi erano uliveti ed eucalipti e a costruire su una vecchia discarica abusiva (la terza in pochi metri quadri) la bretella che collegava l’area in cui oggi c’è l’Istituto Comprensivo Valentini e il nuovo impianto di raccolta. Le ruspe per settimane tritarono e compattarono rifiuti, che da anni e anni si stavano decomponendo sui terreni. Al termine dei lavori fu consegnata al Comune di Castrolibero una strada che crollò alle prime piogge sulla vecchia discarica tombata di Sant’Agostino, creando voragini nel terreno e, verosimilmente, squarciando i teli per l’impermeabilizzazione. Il tutto in un’area che era stata soggetta ad incendi e sulla quale, per legge, non si sarebbe potuto costruire nulla per almeno dieci anni. Eppure tutto passò in sordina.

 

Nonostante i boati delle bolle di gas che continuavano, e probabilmente continuano, a formarsi ed esplodere sotto i teloni della discarica, che Orlandino Greco aveva intenzione di ampliare, sulla questione regna il silenzio. Nulla ad oggi è stato bonificato, neanche quella piccola parte di terreni sui quali furono costruite le cupole geodetiche sotto le quali, come più volte confermato anche dal sindaco Mario Occhiuto è noto vi siano stati interrati rifiuti di ogni genere. Adesso si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera che stanzia 4 milioni di euro di fondi CIPE per disinquinare l’area. Il sindaco di Rende Marcello Manna mega-discarica-castrolibero-6assicura che l’iter è a buon punto e consultandosi con l’ingegnere Azzato spiega che però ancora non si sa chi sia il soggetto destinatario del finanziamento: il Comune di Rende o il Comune di Cosenza. Ultimata la conferenza dei servizi va ora attuato il piano di caratterizzazione per capire il livello di contaminazione di acqua, aria, suolo e redatto un progetto per mettere in sicurezza l’intera area. I cittadini intanto, preoccupati dai rischi per la propria salute, attendono guardando terrorizzati il percolato maleodorante che scivola nel torrente Campagnano.