Whatsapp, sms e diavolerie varie. Incontri sempre più gente che cammina a testa bassa

E’ un po’ di tempo che mi chiedo se tanti ragazzi e ragazze, anche in tenera età abbiano perso la loro dignità.

Vado più avanti e la stessa domanda mi sorge anche per i più grandi. Così mi chiedo: “com’è possibile che tutte queste persone non hanno il coraggio di guardare avanti, o meglio, di camminare a testa alta?”. Certo, perché camminare a testa alta significa essere padroni di se stessi, non avere nulla da temere. Proprio pensando a questo mi richiedo: “com’è possibile che anche bambini, perfino di scuola materna abbiano perso la loro dignità?” . Infatti, è sempre più ricorrente incontrare per strada persone che camminano a testa bassa, i passeggeri nell’auto a testa bassa, nei pulman anche, dappertutto a testa bassa. Così guardo meglio e mi rendo conto che sono persone del tutto “normali” che non hanno perso la loro dignità ma,semplicemente hanno la testa china sul telefonino. E’ terribile camminare per strada e non riuscire a vedere in faccia nessuno: tutti chini su quel maledetto apparecchio ad inviare messaggi virtuali ad amici virtuali. Così finisce il buongiorno ed il buonasera, il come va, dove vai eccetera. Si incontra un “Mondo” di muti. Magari, come spesso succede, dialoghi con sms o chat o whatsApp con la persona che incontri, gli passi di fianco e nemmeno ti accorgi che vi siate perfino sfiorati. A questo punto voglio raccontarvi una striella che mi ha particolarmente colpito: “Un cavallo selvaggio incontrò un cavallo dome­stico e cominciò a rimproverarlo per la sua condi­zione di schiavitù. La bestia domata replicò sostenen­do di essere libera come il vento. «E allora», disse l’altro, «spiegami un po’ a cosa serve quell’arnese che hai in bocca». « È ferro», fu la risposta, «uno dei tonificanti più efficaci». «Sì, ma cosa vogliono dire quelle redini che ci so­no attaccate?». «Servono a impedire che mi caschi dalla bocca quando sono troppo pigro per tenerlo stretto». «E che mi dici della sella?». «Mi risparmia molta fatica: quando sono stanco ci monto sopra e vado a cavallo». Chi la racconta così commenta: Non c‘è nessuno peggiore dello schiavo che ba­cia le proprie catene e dell’uomo che scusa le catti­ve abitudini che lo tengono prigioniero. Nessuno è libero se non è padrone di se stesso”. Scusatemi ma oggi proprio mi andava di fare il moralista anche perché, sono particolarmente stanco di trovarmi in mezzo a “conosciuti sconosciuti” e di non godere più di un buon “Buongiorno” pieno di sorriso che ti da la carica per la giornata. A me non basta un Buongiorno scritto.