Giudichiamo il 2013 guardando il bicchiere mezzo pieno… Auguri

Per abitudine e per cultura, sono stato sempre portato a guardare il famoso “bicchiere”, forse al contrario di molti, “mezzo pieno”.

E’ facile criticare, dire che le cose non vanno bene, maledire, imprecare. Il difficile invece è riconoscere che ci sono anche cose che vanno bene ma, ancora più complicato è suggerire soluzioni. Le proteste ci stanno se accompagnate dalle proposte. Sto leggendo su facebook e sugli altri social gli auguri di fine anno: “è stato un anno da schifo, meglio che se ne va subito…” e molto altro. A me piacerebbe invece un augurio di speranza che apprezzi quel che è stato: “banalmente” che non siamo stati colpiti da gravi malattie, che, comunque anche nella povertà e nella crisi abbiamo fatto il cenone di Natale e faremo quello di fine anno (anche se con qualche pietanza in meno). “Banalmente”, ringrazierei per lo stipendio o il salario che ancora incasso (moltissimi non hanno questo “privilegio”), per la famiglia, per l’amore dei figli, per gli amici che mi circondano. “Banalmente” sorriderei per queste “piccole” cose che ancora conservo. L’augurio allora è che, certamente l’anno che verrà sia migliore di questo: ci mancherebbe. L’augurio è per quelli che non capiscono che sono fortunati e lamentandosi, non apprezzano e non riconoscono i valori ed i “regali” che la vita quotidianamente riserva. Semplicemente potevano e potevamo non averli. Va alle persone bisognose, agli ammalati, a quelli che guardando avanti e non vedono un futuro: condizione che accettano con grande dignità. A quelli che apprezzano ogni giorno anche il poco che hanno. Un augurio semplice, guardare avanti con fiducia ed invece di pensare a quello che non abbiamo raggiunto ringraziamo, “semplicemente”, per quello che invece abbiamo conservato: potevamo “banalmente” non averlo o averlo perso. AUGURI