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Randagi in strada e canili sovraffollati, i fondi non bastano

COSENZA – I branchi di cani che vagano in città sono destinati ad aumentare.

Nonostante al canile sanitario di Donnici lavorino a ritmo serrato per sterilizzare e curare i randagi ritrovati in strada il sovraffollamento della struttura e l’incremento degli abbandoni nel periodo estivo farà registrare un notevole aumento degli esemplari in strada. Il protocollo vuole che Cosenza non avendo un canile rifugio dove ospitare i randagi, sino ad un’eventuale adozione o decesso, debba reintrodurre i cani in strada dopo averli curati il che non argina il problema della formazione di branchi per le vie cittadine. Dall’assessorato all’ambiente spiegano che: “tra il momento in cui il cane è introdotto nella struttura e il termine delle cure passa del tempo. Avendo a disposizione solo pochi posti liberi dobbiamo quindi rateizzare la raccolta di randagi in strada. Per l’estate tra il sovraffollamento e l’aumento degli abbandoni prevediamo una carenza ulteriore di posti. E’ la legge che ci impone di rimettere in strada i randagi dopo averli curati in quanto il nostro è un canile sanitario, Cosenza non ha un canile rifugio. Crearne uno avrebbe dei costi che attualmente il Comune non può sostenere”. I cani restano quindi in strada. Intanto riguardo alle dichiarazioni diffuse dalla stampa nei giorni scorsi sulle spese di sostentamento del canile comunale di Donnici, l’assessorato alla Sostenibilità Ambientale precisa che “le convenzioni del Comune con le strutture private sono in via di graduale cessazione. Nell’ultimo anno, infatti, grazie all’apertura del canile comunale di Donnici non è stato affidato nessun randagio a tali strutture. Inoltre, l’apertura del canile sanitario ha permesso di cessare la convenzione con la struttura di Cassano, tagliando la spesa e riducendo a tre le strutture convenzionate. L’azione dell’assessorato è volta a favorire l’affido dei cani ancora ospitati nei canili rifugio, attraverso le campagne di adozione (anche a distanza) e di sensibilizzazione. L’assessorato inoltre ha condotto  il censimento di tutti i cani a carico del Comune, al fine di favorire il controllo e la trasparenza della gestione, anche nei confronti delle strutture esterne. Tutte le azioni intraprese sono volte alla riduzione delle spese e alla salvaguardia della salute degli animali e della cittadinanza. In ultimo, si precisa che il ricorso ad un auto spurgo privato per procedere alla pulizia delle vasche del canile è stato reso necessario dall’impossibilità di utilizzare l’apparecchio di proprietà del Comune in quanto non idoneo  a trattare il tipo di rifiuti da eliminare”.