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Cinque miliardi di euro per il lavoro in Calabria, ma la Regione li ‘perde’

COSENZA – La denuncia arriva dalla Provincia di Cosenza.

“I 5,4 miliardi non spesi e sottratti allo sviluppo ed al lavoro dei calabresi – tuona il governatore bruzio Mario Oliverio – sono la prova del fallimento del modello accentratore e di asfittica gestione del potere interpretato da Scopelliti e dal gruppo di comando del PdL. La vergogna dei 5,4 miliardi non spesi è anche la pietra dello scandalo di una Calabria, ma anche di un Mezzogiorno, che rimangono tuttora cancellati dall’agenda politica dei poteri romani. E’ una cifra la cui dimensione sarebbe sufficiente per fronteggiare le emergenze a partire dalle questioni dell’IVA, dell’IMU e degli incentivi per nuovi posti di lavoro. E’ incredibile, invece, che questo tesoretto, così consistente e finalizzato esclusivamente allo sviluppo e al lavoro dei calabresi, rimanga inutilizzato nel momento più grave di una crisi economica e sociale che toglie anche la speranza a centinaia di migliaia di giovani relegando la Calabria ad essere una terra senza futuro. Cio’ avviene in una regione di appena due milioni di abitanti e quando il sistema delle imprese e’ in ginocchio. Queste risorse potrebbero costituire una leva formidabile per alimentare un circolo virtuoso a sostegno della domanda interna e per elevare il tasso di produttivita’ anche attraverso l’aumento dei livelli di consumo. Esse rimangono congelate, innanzitutto, perche’ in questi ultimi tre anni il Governatore Scopelliti ha accentrato funzioni e poteri che se lasciati alle competenze del sistema delle autonomie locali e degli enti sub regionali potevano essere spese e non venivano, cosi’, conteggiate entro i parametri imposti alla Regione dai vincoli del Patto di Stabilita’ interno. In questa grave situazione – continua il presidente della Provincia di Cosenza – bisogna aprire un confronto libero da schemi e da pregiudizi, anche oltre le appartenenze al fine di mobilitare rapidamente questa ingente massa di risorse attraverso misure straordinarie. Va chiesto al governo nazionale una deroga ai vincoli del Patto di Stabilita’. Contemporaneamente la Regione deve mettere le sue carte in regola liberandosi della gabbia accentratrice della gestione per consentire che grande parte di queste risorse possano rapidamente essere utilizzate dalla vasta rete degli enti locali e territoriali. Non è, inoltre, ininfluente provvedere a snellire le procedure, a partire dallo sblocco dei nulla osta ambientali. Siamo in presenza di una situazione che non ha precedenti nella storia del regionalismo calabrese e che non puo’ essere ricondotta nella ordinarieta’. Anche al mio partito – conclude Oliverio – voglio dire che i tempi della Calabria non sono i tempi di questo PD. “Prima di tutto la Calabria”; non c’e’ spazio ne’ tempo per il protrarsi di irresponsabili atteggiamenti che spingono la Calabria verso una condizione di sempre piu’ grave debolezza e marginalita’”.