L’Asp di Cosenza non paga i servizi ai dializzati

COSENZA – Da sette mesi pare che gli operatori non vengano retribuiti dall’ASP.

La denuncia arriva dalla Congregazione di Misericordia di Diamante. “Alla base – si afferma in una nota – sono posti i particolari e difficoltosi rapporti di collaborazione per l’assolvimento di servizi che l’ASP ritiene di non poter garantire o che, comunque, ritiene più economicamente vantaggioso affidare a soggetti del terzo settore tra i quali la stessa Misericordia. “Primo fra tutti vi è il servizio di accompagnamento dei dializzati presso i centri dialisi; servizio recentemente modificato, nelle sue condizioni contrattuali, ancora una volta a sfavore delle associazioni di volontariato e a tutto vantaggio dell’ASP ma con un ulteriore notevole aggravio – si legge in una nota proveniente dagli ambienti della Misericordia – Tale aggravio consiste nel costante mancato pagamento dei minimi rimborsi garantiti per i servizi prestati; siamo arrivati a oltre 180 giorni nel pagamento delle spettanze contro ogni previsione normativa e prescrizione di legge andando verso i 210. L’Azienda sanitaria come sempre fa la parte del leone disattendendo il Decreto Legislativo 192/2012 che prevede in massimo 60 giorni il pagamento delle spettanze da parte dell’azienda sanitaria; a ciò si aggiunga che tale provvedimento legislativo prevede il pagamento automatico della mora e degli interessi; tuttavia vi è di più, tali condizioni previste dal D.Lgs. 192/2012 non sono derogabili eppure l’azienda sanitaria continua a fare i suoi comodi, nel massimo spregio delle norme a ciò deputate.” Non è la prima volta che l’associazione diamantese denuncia presunte storture e anomalie nell’affidamento, gestione e organizzazione di servizi sanitari da parte dell’ASP di Cosenza; partendo dalle procedure per la gestione dei servizi sino alla gestione nell’erogazione dei relativi rimborsi. Frequente è stato, inoltre, il riferimento e la denuncia di atteggiamenti presumibilmente volti ad agevolare altri soggetti del terzo settore a danno della stessa Congregazione in merito ai quali pare sia intervenuta la magistratura”.