Giornata mondiale del rifugiato: i migranti protestano davanti la prefettura

COSENZA – Stamattina migranti ex emergenza nord africa (e non solo) si sono riuniti sotto la prefettura per protestare per le condizioni in cui vivono dopo la chiusura dei C.A.R.A. Alle 12 il prefetto ha ricevuto una delegazione che ha spiegato le motivazioni della protesta e chiesto interventi concreti sulla questione immigrazione. Di seguito il volantino:

DIRITTI E DIGNITA’ PER I MIGRANTI IN CITTA’
L’assemblea generale dell’Onu, nel 2001, ha sancito il 20 giugno come Giornata mondiale del rifugiato, perché coincidente con la data in cui si celebra la Giornata africana del rifugiato. Il tema di questa giornata memorabile e’ il rispetto, rispetto per gli stessi rifugiati e per i diritti contemplati nella convenzione del 1951 relativa allo “status di rifugiato”. L’anno 2001 segna, infatti, la ricorrenza del 50° anniversario della Convenzione che contiene i principi fondamentali sulla protezione dei rifugiati e i diritti dei popoli costretti a esodi forzati di massa.

In questo giorno simbolico, rifugiati e migranti, sentiamo la necessità di denunciare nuovamente le condizioni in cui siamo costretti a vivere e il non rispetto delle Convenzioni, della nostra dignita’ e dei nostri diritti. La situazione in cui ci troviamo e’ veramente critica. Piu’ di un mese fa abbiamo scritto una lettera aperta alla citta’ ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto nessuna risposta ed e’ per questo che abbiamo deciso di scendere in piazza. Vogliamo spiegare a tutti la nostra situazione. Tutti sanno che dopo l’emergenza nord Africa noi rifugiati abbiamo avuto un permesso di soggiorno, il titolo di viaggio e 500 euro per lasciare il centro. Al centro le condizioni erano precarie, abbiamo fatto il possibile per cambiare qualcosa ma nonostante tutti gli sforzi che abbiamo fatto non e’ cambiato quasi niente perche’ non c’e’ stata la volontà politica. Non abbiamo mai visto un responsabile della protezione civile o della prefettura al centro che ci spiegasse perche’ eravamo li, perche’ ci siamo stati per quasi due anni. Perche’ nessuno ha mai controllato come venivamo trattati? Abbiamo subito tante ingiustizie e per questo abbiamo fatto anche diverse denunce ma con pochi risultati. Pensavamo che fuori saremmo stati meglio ma le opportunita’ di riscatto per tutti noi migranti sono pochissime. I 500 euro sono finiti da tanto e non sono bastati neanche per trovare un affitto, e senza la residenza non si puo’ rinnovare neanche il permesso di soggiorno. Un cane che si morde la coda. Per 20 di noi (ex ospiti del cara di Rogliano) e’ stata data la residenza al centro sociale Rialzo dall’amministrazione comunale ma questo non risolve il problema per tutti. Pensiamo anche ai nostri fratelli che nei giorni scorsi hanno cercato di scappare dal CIE di Crotone e dal centro di accoglienza di Roccella al grido di Freedom. Abbiamo vissuto la loro stessa condizione e continuiamo a viverla. Non e’ piu’ pensabile che quotidianamente vengono violati i diritti che ci spettano. Sulla nostra pelle si fa business sia che siamo rifugiati sia che siamo migranti in cerca di lavoro. Molti sono costretti a pagarsi i contributi per un contratto di lavoro che non hanno mai svolto o, peggio ancora, svolgono in condizioni di sfruttamento. Un paese accogliente dovrebbe avere delle misure diverse per dichiararsi realmente tale. Quello che chiediamo non è impossibile, chiediamo di essere riconosciuti come cittadini con tutti i diritti che ogni essere umano dovrebbe avere. Per tutto questo chiediamo: Libertà di circolazione e diritto di residenza, Diritto all’abitare, Diritto d’asilo (no alla Dublino II), Diritto al lavoro e al reddito, Accoglienza dignitosa e chiusura dei CIE, scollegare il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro, Diritto di cittadinanza in base alla residenza.