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Perquisizioni al Comune di Cosenza, indagati dirigenti e imprenditori

Operazione della Guardia di Finanza a Palazzo dei Bruzi sull’affidamento dei lavori alle presunte ditte amiche da parte dell’amministrazione comunale. Occhiuto: “Clima avvelenato”.
 
COSENZA – A pochi giorni dalle elezioni amministrative, a Cosenza arriva una notizia che, anche se non direttamente, coinvolge l’ex sindaco Mario Occhiuto. Questa mattina, infatti, i militari della Guardia di Finanza hanno effettuato una serie perquisizioni a tappeto al Comune di Cosenza nell’ambito di un’inchiesta della Procura nella quale sono indagate sei persone con l’ipotesi di abuso d’ufficio. L’inchiesta riguarda gli affidamenti diretti fatti dall’Ente negli ultimi quattro anni per lavori di importo inferiore ai 40 mila euro. Le indagini riguardano anche appalti che sarebbero stati divisi in più tranche per ridurne l’importo. Un avviso di garanzia è stato notificato a Carmine Potestio, capo Gabinetto dell’ex sindaco Mario Occhiuto; ai dirigenti comunali Domenico Cucunato e Carlo Pecoraro; al responsabile della ditta Medlabor Antonio Scarpelli ed agli imprenditori Francesco Amendola e Antonio Amato. In Comune i finanzieri hanno acquisito numerosa documentazione e sequestrato 15 computer. Perquisizioni sono state eseguite dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria anche nelle case e negli uffici degli indagati. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini.

 

La difesa di Occhiuto

Non si è fatta attendere la replica dell’ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto che attraverso una nota stampa parla di “Fisiologici accertamenti conseguenti al clima avvelenato creato ad arte da mesi”.

“Dal canto mio – dice ancora l’architetto – non posso che ribadire la massima fiducia verso la magistratura che, in seguito a esposti e denunce continue, deve obbligatoriamente svolgere tutti gli accertamenti del caso. Così ho piena fiducia verso i dirigenti e verso il mio ex capo di gabinetto che conosco fin da quando ero ragazzo, e del quale posso affermare in maniera assoluta che si contraddistingue per un’integerrima onestà. È altrettanto evidente, poi, che questi episodi con tanto risalto mediatico si inquadrano in un clima di veleni, di caccia alle streghe, di fango, costruito ad arte, da mesi, ad opera di blog pseudo giornalistici i cui ispiratori proprio nei giorni scorsi sono stati rinviati a giudizio per diffamazione e stalking nei miei confronti. Un clima che viene puntualmente cavalcato dai candidati miei competitor sempre pronti ad attaccare la mia persona, ma silenti quando si tratta di ricordare, ad esempio, che il capo di gabinetto del presidente della Regione Calabria risulta indagato. Insomma, come sempre, una doppia morale”.
 

“Io – conclude Occhiuto – proseguo serenamente nella mia campagna elettorale rendendo conto a testa alta ai cittadini di ciò che ha realizzato il mio Esecutivo e su ciò che si potrà ancora fare per rendere Cosenza più bella. Non posso non notare, infine, la strana coincidenza per cui proprio ieri è stato diffuso un sondaggio che mi vedrebbe vincitore al primo turno con percentuali altissime e oggi, guarda caso, si scatena l’ennesima ondata scandalistica a danno della mia immagine e di un percorso lineare che sto perseguendo a contatto con la gente, esclusivamente sui contenuti”.