Katya Gentile sostiene il candidato Paolini ricordando le ‘anomalie’ di Piazza Bilotti

Presentata ufficialmente stamattina la squadra in lizza a sostegno del candidato alla carica di sindaco Enzo Paolini. 

 

COSENZA – Il PSE è pronto per affrontare la prossima campagna elettorale. Stamattina all’hotel Royal di Cosenza Enzo Paolini, Katya Gentile e Giuseppe Mazzuca hanno incontrato la stampa per fare il punto della situazione dopo la riammissione della lista Cosenza Popolare. La formazione coordinata da Katya Gentile era stata esclusa dalla competizione elettorale in quanto i moduli presentati pare fossero quelli del 2011, che non contemplano le disposizioni della legge Severino. Il Consiglio di Stato però non ha ritenuto che tale elemento possa invalidare la candidatura e la famiglia Gentile è quindi nuovamente in lizza per le amministrative del prossimo 5 Giugno a Cosenza. Nel corso dell’incontro sono stati ribaditi i motivi che hanno portato alla rottura con il PD anche se in caso di ballottaggio, sicuramente, Guccione si schiererà con Paolini e non con Mario Occhiuto. In sintesi Mazzuca, Paolini e Gentile hanno chiarito che Lucio Presta dopo essere stato ‘calato’ dall’alto come candidato alla carica di sindaco ha detto di non volere l’appoggio del Nuovo Centrodestra e dei Gentile. Il candidato voluto da Lotti e Renzi però dopo aver scoperto di essere in trappola, secondo i sostenitori di Paolini, avrebbe rinunciato alla competizione elettorale.

 

“Con Guccione la dinamica è stata identica, una candidatura decisa da Roma, a cui bisognava solo acconsentire. Personalmente – ha precisato Giuseppe Mazzuca che come Katya Gentile non è presente in lista tra i candidati – non mi sento tradito. Siamo rimasti dove eravamo, si sono solo aggiunti nuovi compagni di viaggio. In consiglio comunale abbiamo fatto diverse battaglie insieme. I nostri obiettivi sono il ripristino della legalità e la trasparenza. Vogliamo far tornare al centro dell’amministrazione i cittadini e la città”. “E’ necessario – afferma Katya Gentile – ripulire Palazzo dei Bruzi da persone con una doppia morale, buoni in pubblico e crudeli quando lontano da occhi indiscreti. Mi riferisco ovviamente a Mario Occhiuto, non ho problemi a dirlo. In questi giorni stanno saltando fuori tanti atti e determine ‘anomale’ di quell’amministrazione di cui ho fatto parte per i primi due anni. Tante cose io le avevo dette chiedendo agli amministratori di rispettare le regole purtroppo però l’ex sindaco non ama il contraddittorio”.

 

KATYA GENTILE E LE ‘ANOMALIE’ DI PIAZZA BILOTTI E CALATRAVA

Sulle indagini in corso che hanno portato la Guardia di Finanza a rastrellare gli uffici di Palazzo dei Bruzi Katya Gentile non si sottrae dall’esprimere la propria opinione. A partire dal caso piazza Bilotti, in buona parte ormai archiviato dalla magistratura. “Pare che tutti gli atti siano stati trasferiti alla Direzione Distrettuale Antimafia e mi auguro che la giustizia faccia il suo corso. Ho fatto delle denunce, sono stata chiamata dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Cosenza – ricorda l’ex vicesindaco – come persona informata sui fatti. Con finanzieri e giudici ho trascorso diverse ore per raccontare ciò che avevo visto. Ritengo che di fatti illeciti, illegittimi ed illegali ce ne siano stati e ve ne siano ancora diversi. Spero che prima o poi venga alla luce la verità su piazza Bilotti. In merito ho fatto delle contestazioni chiare per esempio sulla composizione della commissione di vigilanza su piazza Bilotti, sulla perizia idrogeologica copia – incolla che potrebbe creare problemi di staticità. Il progetto è stato messo in opera prima di essere approvato dal Genio Civile e da tutti i punti di vista dalla determina ai lavori ci sono diverse irregolarità. Su Calatrava dove oggi si registra un rinvio a giudizio avevo sollevato in Comune delle criticità parlandone con i dirigenti e il sindaco. La situazione era poco chiara, lavori che erano stati accantonati, fermi a causa di mancati pagamenti alle ditte appaltatrici, venivano all’improvviso ripresi accelerando gli iter. Man mano che cercavo i documenti, che in Comune sembrano stipati in un porto delle nebbie, di cui non si riesce mai ad avere un fascicolo completo il discorso era sempre più ambiguo. Poi sono andata via e non sono potuta ad andare”.

 

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