Le maestre d’asilo protestano in Comune: “Vogliamo gli stipendi”

COSENZA – Non vengono pagate da mesi, ma continuano a lavorare. Nonostante tutto.

Operatrici e operatori delle cooperative A Adis che in città garantiscono i servizi dedicati all’infanzia, ai disabili, ai dializzati, si sono riuniti stamane in un sit in di protesta davanti Palazzo dei Bruzi. Chiedono di essere retribuiti come tutti lavoratori. “Prendiamo meno di seicento euro al mese – afferma una delle lavoratrici – e da mesi non ci pagano. Come succede ormai da anni, dobbiamo lottare per avere ciò che ci spetta di diritto. Eppure abbiamo sempre continuato a lavorare, solo oggi ci siano fermati per protestare, garantendo comunque il servizio minimo. Ci stanno martoriando, siamo già reduci dalla Demetra che ci deve ancora dieci mensilità e tutto il TFR, avevamo preso un accordo con l’assessore Vigna per cui al 15 di Maggio avrebbero pagato il mese di Febbraio, invece ad oggi non abbiamo ricevuto nulla”. Sono settanta i dipendenti che vivono tale situazione di disagio perenne. Solo il 2 di Maggio è stato loro liquidato lo stipendio di Gennaio. “Ora – spiega la dipendente dell’Adis – ci hanno promesso che oggi pagheranno il mese di Febbraio e lunedì quello di Marzo. Noi però visti i numerosi accordi e le promesse disattese abbiamo già indetto un’assemblea per martedì qualora i pagamenti non dovessero arrivare”. La qualità dei servizi offerti pare sia eccelsa. “Svolgono il loro lavoro egregiamente – afferma la madre di un bimbo che frequenta gli asili gestiti dall’Adis –  sono sempre molto amorevoli e premurose. Dispiace che a fine mese non vengano retribuite. Si occupano dei nostri figli, credo sia vergognoso che debbano lavorare in condizioni di frustrazione per il mancato pagamento degli stipendi. Noi genitori però paghiamo il servizio al Comune, perchè loro non pagano le cooperative?”. Un quesito che si pongono in molti soprattutto in vista dell’apertura del mega-cantiere che costerà ai cosentini ben 16 milioni di euro. E’ proprio necessario? O forse sarebbe meglio spendere quegli stessi soldi per bambini e disabili?