Edifici abbandonati tra urina e vandalismo, il Comune dov’è?

COSENZA – Tanta gente senza casa, tante case senza gente. E tante strutture lasciate marcire nell’indifferenza.

La segnalazione di una delle tante incoerenze della città bruzia arriva da un fedele lettore di QuiCosenza che con la propria missiva sollecita l’amministrazione a restire alla comunità le infrastrutture ‘dimenticate’. “Volevo segnalare alcune strutture in città, di proprietà del comune di Cosenza, che si trovano in una situazione di abbandono e di degrado inspiegabili. Inspiegabile perchè, alcune di esse, oltretutto, sono state ripristinate da pochissimi mesi, ed inspiegabile anche perchè, comunque, vista l’emergenza abitativa e vista la crisi che stiamo vivendo, è veramente irresponsabile e colpevole questa apatia, questa inedia, questa inefficienza, da parte dell’amministrazione che non fa niente, nonostante le numerosissime segnalazioni dei cittadini, non fa niente dicevo per risolvere il problema e per restituire una fruibilità sociale a queste strutture. Si tratta prevalentemente di edifici dove, alcuni anni o addirittura solo alcuni mesi addietro, erano allocate delle scuole elementari o materne. Parlo dell’edificio di Serraspiga (ex scuola Rita Pisani), dell’edificio delle scuole elementari e medie di via degli Stadi (vicino ex centrale del latte), dell’edificio di via Vittorio Emanuele (Motta). Queste strutture ed altre, che al momento mi sfuggono, sono oggetto continuo di atti vandalici, di saccheggiamenti, di depauperameto delle residue suppellettili, addirittura sono stati staccati i tubi dei vari impianti, svuotati gli estintori, divelte le canaline degli impianti elettrici e rubati i quadri elettrici con i relativi interruttori. Le pareti imbrattate, i pavimenti pieni di sterco ed urina ect ect, ma come si fà? ma com’è possibile che l’amministrazione non intervenga. Perchè non cede questi edifici alle ditte edili che lavorano per il comune e che non vengono pagate da anni, perchè non cede queste strutture al conservatorio musicale oppure alla Curia o a qualsiasi altro ente che possa renderli fruibili. Perchè questa incuria? Questa indifferenza colpevole, perchè?”. Una domanda che si pongono in molti, purtroppo. Ma l’architetto Occhiuto cosa fa?