Petrone

Querelle Sgarbi-Petrone: “Il vip cerca di intimidire il professore di periferia”

Continua la polemica a distanza tra l’esponente del Pd cosentino e il critico d’arte.
 

COSENZA – Non sembra placarsi la polemica a distanza tra Gabriele Petrone del Pd cosentino e Vittorio Sgarbi. Nei giorni scorsi Petrone aveva attaccato l’ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto dopo che lo stesso aveva promesso, in caso di successo alle elezioni amministrative di giugno, un assessorato al critico d’arte (leggi qui). Sgarbi aveva subito reagito (leggi qui) preannunciando una querela nei confronti di Petrone. Sembrava finita, e invece oggi ecco arrivare il capitolo tre di una querelle a metà tra il tragicomico e il surreale.
 

“Questa campagna elettorale – scrive Petrone in una nota – per le elezioni amministrative di Cosenza ha già prodotto un paradosso: l’annuncio di una querela per diffamazione dall’uomo più querelato per diffamazione d’Italia. Voglio subito tranquillizzare il prof. Vittorio Sgarbi: nella mia vita ho sempre fatto polemiche di contenuto esclusivamente politico, e qualora fossi chiamato a difendermi davanti ai giudici, sono sicuro che non si potrà che dimostrare che è stato così anche nella polemica con lui. Nel merito, infatti, a chiunque avesse voglia di approfondire i temi che tanto scuotono il prof. Sgarbi, sarà agevole rinvenire (anche in internet) ampia documentazione di quanto da me riportato”.
 
“Mi viene da aggiungere – prosegue Petrone – che il contraddittorio giudiziario anticipato da Sgarbi potrà essere altresì sede per avere ragione piuttosto dei toni (questi davvero diffamatori della mia persona!!) della sua replica; con le pesanti, quanto gratuite, affermazioni espresse sui miei titoli professionali conseguiti all’Università della Calabria, ateneo tutt’altro che in declino e, anzi, prestigiosa fucina di tante intelligenze di questa terra. Sarà, dunque, chiaro a tutti l’aspetto davvero triste di questa vicenda ovvero il carattere intimidatorio dell’annuncio di Sgarbi. Il vip, l’uomo delle tribune televisive, che cerca di fare tacere il modesto professore impegnato nella campagna elettorale della sua città. Anche su questo, voglio rassicurare tutti con la risposta di Totò alla ‘guardia’ Aldo Fabrizi: ‘Io non mi intimido’. Non sarò potente, non sarò illustre come Sgarbi, sarò un professore di periferia laureato in una “università in declino” (giudizio davvero singolare per un proposto come assessore da chi si candida a Sindaco di una città che di quella università dovrebbe essere orgoglioso e strenuo difensore) ma ho la schiena dritta, e della dignità mia e di questa città ne vado fiero e, come diceva il Cyrano de Bergerac di Rostand, me ne faccio ‘pennacchio’”.