Il coraggio di denunciare: Anna ferma lo stalker

COSENZA – C’eravamo tanto amati. Sì un tempo, era così. Si può raccontare così la storia turbolenta e difficile di Anna, una 34enne

di Paola, costretta per sette lunghi anni a subire le vessazioni, le minacce, le violenze, dal marito, diventato ormai da qualche tempo un ex. Anna, prima, un pò per vergogna, un pò per timore di ripercussioni, un pò per quella naturale riservatezza che porta a “lavare i panni sporchi in casa”, era stata sempre in silenzio. Sperando che quelle botte e quegli incubi, finalmente finissero. Ma non era così. Ogni giorno, l’uomo che aveva sposato e con cui sperava di vivere una vita insieme, la riempiva di botte e di insulti, arrivando anche a minacciare i parenti di lei. Per sette anni, o giù di lì. Anna, una mattina, ha deciso di dire basta. Ha scelto di parlare, dopo essersi guardata allo specchio. In quell’immagine di se stessa, ha avuto – dicono alcune persone a lei vicine – perfino difficoltà a riconoscersi. Occhi spenti, viso tirato, espressione sofferente. Quell’immagine riflessa di sè, è stata come un risveglio di coscienza, un istinto di protezione, un’autodifesa. Anna, senza dire niente a nessuno, s’è presentata dai carabinieri e lì, tra singhiozzi e lacrime, ha parlato, s’è sfogata, s’è liberata da quell’inferno di demoni che aveva dentro. Ai carabinieri ha raccontato di quel suo compagno, un 37enne di Paola, con cui s’era sposata e che d’improvviso era cambiato. Forse per gelosia, forse perchè s’era convinto che Anna avesse intrapreso una relazione extraconiugale con un altro, tra l’altro anche lui finito per essere preso a pugni. Anna non ce l’ha fatta più e ha deciso di dire basta. Con tutta la forza trovata dentro di sè, Anna ha ricordato ai militari dell’Arma ogni singolo episodio di violenza. A tratti qualcosa di inenarrabile. L’informativa, raccolta dai carabinieri è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Paola che, ha chiesto ed ottenuto dal gip l’autorizzazione dell’arresto del 37enne. Ora Anna non ha più paura. Forse potrà ricominciare a vivere, ritornare a guardarsi allo specchio e piacersi. O meglio dire. Riconoscersi.