Spaccio nel bar: la droga “piazzata” per colpire il locale

COSENZA – Falsa prova. Ad incastro. E’ questa una delle tesi che prende corpo sulla mancata convalida degli arresti dei due titolari

del bar-tabacchi “Orange” di Bonifati, finiti in manette con l’accusa di detenzione a fine spaccio di sostanze stupefacenti. I due esercenti, erano stati arrestati dai carabinieri, al termine di un blitz nel loro negozio. All’interno del bar, nascosti nel bagno, infatti, erano stati trovati una trentina di grammi tra cocaina e marijuana. I due, seppur dichiaratisi immediatamente estranei alla vicenda, erano stati portati in carcere a Paola, in attesa di comparire davanti al gip paolano, per la convalida dell’arresto. Ma il giudice per le indagini preliminari, non ritenendo valide le prove dei carabinieri e le argomentazioni dell’accusa, ha disposto l’immediata scarcerazione dei due, non convalidando gli arresti. Un verdetto, accolto con soddisfazione dai legali di fiducia dei due imputati, Egidio Rogati, legale di Antonello Fiordaliso, e gli avvocati Massimo Raffo e Fabrizio e Norina Scorza, difensori di Fabrizio Perrone. Ad avvalorare la tesi della probabile collocazione della droga, “piazzata” nel bar, c’è anche l’incendio che qualche giorno fa ha subito il legale. L’avvocato Rogati, tra l’altro, nel ribadire l’assoluta estraneità del suo cliente e dell’altro esercenti nei fatti d’accusa, ha, con una nota, precisato che: “a precisare che: “I motivi contenuti nell’ordinanza di scarcerazione dimostrano l’illegittimità dell’arresto avvenuto sabato 13 aprile. Il Gip – continua l’avvocato Rogati – ha ritenuto non responsabili i due titolari del bar-sala scommesse di Cittadella del Capo, Orange bar, del reato di detenzione e spaccio di stupefacenti. La sostanza rinvenuta nel bagno del locale dai carabinieri, a seguito di segnalazione anonima, è stata posizionata da ignoti, presumibilmente per arrecare grave pregiudizio ai titolari del bar che già nel mese di gennaio sono rimasti vittima di un incendio doloso. I fatti e le circostanze oggettive – sostiene il legale – lasciano presupporre che Fiordaliso e Perrone siano vittime di un preoccupante disegno criminoso perpetrato ai loro danni da soggetti ignoti e per motivi al momento inspiegabili”. L’avvocato Egidio Rogati fa sapere che presenterà denuncia contro ignoti affinché la magistratura indaghi in tutte le direzioni al fine di fare chiarezza e assicurare alla giustizia gli autori di questo gravissimo episodio. Un cittadino onesto – afferma il legale – ha diritto di sentirsi tutelato e garantito ed è assurdo immaginare che possa in futuro ripetersi un episodio del genere ai danni di persone perbene.