Asp di Cosenza, la dirigente: ”Consulenti scelti in base alle appartenenze politiche”

A via Alimena, non conta il curriculum, basta essere vicini ai politici di turno in Regione.

 

COSENZA – Tre milioni di euro per 119 incarichi. Continua il processo sulle consulenze d’oro all’Asp di Cosenza affidate ad amici ed ‘amici di amici’. Consulenze esterne, secondo i rilievi della Guardia di Finanza, non necessarie. Lavori che per le Fiamme Gialle potevano tranquillamente essere svolti dagli otto avvocati in forze nell’ufficio legale dell’ASP di Cosenza già regolarmente retribuiti. Ma poi in fondo, cosa importa, sono i cittadini a pagare stipendi e consulenti. Su via Alimena all’epoca pesavano 117 milioni di euro di debiti, ottimizzare le risorse probabilmente non era la priorità. Tra gli imputati appaiono i ‘notabili’ della sanità bruzia: Franco Lucio Petramala, Franco Maria De Rose, Gianfranco Scarpelli (ex direttori generali) insieme ai dirigenti Giovanni Francesco Lauricella, Maria Rita Iannini, l’ingegnere Gennaro Sosta, l’ex direttore amministrativo Flavio Cedolia accusato di essere stato assunto senza averne i titoli e i due fratelli Nicola e Dario Gaetano beneficiari delle consulenze elargite dall’ASP senza l’espletamento di alcuna gara ad evidenza pubblica.

 

Giuliana Bernaudo ex dirigente Asp Cosenza, promossa da Scarpelli a dirigente generale del distretto del Tirreno Cosentino, stamattina in aula ha reso la propria versione dei fatti. Nel corso della sua testimonianza incalzata dalle domande del pm Assumma ha chiarito un aspetto sconcertante: “le consulenze non si affidano attraverso concorsi pubblici. Non c’è mai stata alcuna gara. Gli incarichi vengono affidati a persone appartenenti alla stessa corrente politica del direttore generale. E’ una procedura consolidata. Il sistema da sempre funziona così all’Asp di Cosenza come succede negli altri enti locali. E’ dal 1988, quando sono stata assunta, che si usano gli incarichi esterni nell’ufficio legale dell’ASP di Cosenza. Gli affidamenti vengono assegnati esclusivamente su un criterio politico a chi è nella stessa corrente di chi in Regione ha nominato il direttore generale”.

 

Per quanto riguarda le appartenenze politiche risulta utile ricordare come Petramala fu piazzato nel managment dell’ASP da Agazio Loiero, mentre De Rose e Scarpelli si garantirono la poltrona grazie alla nomina di Scopelliti. La commissione d’accesso avrebbe verificato come con modalità simili si è proceduto all’assunzione di ben 439 persone con contratti a tempo interminato. Su come abbia appreso tali dinamiche però Giuliana Bernaudo ha glissato ripetendo come un mantra: “lo appreso dalla stampa, dalle ‘voci che girano’”. Ed in quasi trent’anni di servizio tra i corridoi di via Alimena di ‘voci’ la dirigente deve averne sentite parecchie. La biologa, però, non pare aver alcuna intenzione di rivelarne il contenuto.