Il cosentino Stefano Rodotà in lizza per il Quirinale

COSENZA – Un presidente della Repubblica cosentino? Lo sapremo tra poche ore.

Il calabrese Stefano Rodotà, nato a Cosenza il 1933, è riuscito a portare a casa un risultato oltre le aspettative nella prima “chiama” per l’elezione del Presidente della Repubblica, rimanendo il candidato indicato sia dal Movimento 5 Stelle che da Sel. Ben 240 voti che lo collocano in pole position per la corsa al Quirinale. Rodotà da sempre attivo nel panorama politico italiano proviene da una famiglia piccolo borghese di San Benedetto Ullano, comune della minoranza albanese di Calabria e per anni ha domiciliato in città nei pressi di viale Trieste. Nella sua lunga militanza politica, dopo avere iniziato tra le fila dei Radicali, è stato eletto deputato in quattro legislature (1979, 1983, 1987 e 1992) schierandosi con il Partito Comunista Italiano, Sinistra Indipendente, Partito democratico della sinistra, fino a presiedere la Camera dei Deputati in occasione della seduta per l’elezione di Oscar Luigi Scalfaro (1992). Il giurista calabrese, docente universitario, è stato anche membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, quindi eletto parlamentare europeo nel 1989. Tra gli incarichi ricoperti, anche quello di presidente del Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell’Unione Europea. L’elezione del Capo dello Stato avverrà alla fine della quarta chiamata al voto. A decidere saranno i grandi elettori riuniti da stamattina per la scelta del nuovo capo dello Stato. I tre delegati della Regione Calabria in aula per votare il successore del presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano sono il Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, il capogruppo del Pdl Gianpaolo Chiappetta e Sandro Principe del Pd eletto in rappresentanza del gruppo di minoranza. Nel frattempo militanti e tessarati del PD, nonostante l’unità d’intenti proclamata ieri sera dal centrosinistra che pare converga sul nome di Romano Prodi abbia regalato un momento di distensione, sono riuniti davanti le segreterie di partito sparse sull’intero stivale per occupare le sedi simboliche del partito. Ieri infatti diversi sostenitori a Roma chiedevano di votare per il giurista cosentino contestando le scelte dei vertici di appoggiare la candidatura di Marino in tanti hanno strappato la tessera del partito in piazza. Il partito dei democratici potrebbe ha provveduto a mandare a monte la terza chiamata al voto nonostante le proteste di piazza dei tesserati che chiedono a gran voce la nomina di Rodotà. Nella terza votazione i più votati sono stati Stefano Rodota’, con 250 preferenze, Massimo D’Alema, con 34, e Romano Prodi con 22. Le schede bianche sono state 465. Attualmente è in corso la quarta votazione che permetterà al PD di imporre il proprio candidato potendo contare su una maggioranza assoluta. Se non vi saranno franchi tiratori. In questa tornata per l’elezione del successore di Giorgio Napolitano basteranno 504 preferenze rispetto i 672 voti delle tre tornate precedenti. In bocca al lupo Stefano.

 

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Ecco i risultati delle prime due votazioni di ieri per eleggere il presidente della Repubblica, andati a vuoto, per cui era necessaria la maggioranza dei due terzi dei componenti l’Assemblea.

 

I scrutinio (Presenti e votanti 999) ottengono voti: Franco Marini 521; Stefano Rodota’ 240; Sergio Chiamparino 41; Romano Prodi 14; Emma Bonino 13; Massimo D’Alema 12; Giorgio Napolitano 10; Anna Finocchiaro 7; Annamaria Cancellieri 2; Mario Monti 2; Voti Dispersi 18; Schede Bianche 104; Schede Nulle 15.

 

II scrutinio (Presenti e votanti 948) ottengono voti: Stefano Rodotà 230; Sergio Chiamparino 90; Massimo D’Alema 38; Franco Marini 15; Alessandra Mussolini 15; Romano Prodi 13; Emma Bonino 10; Sergio De Caprio 9; Cosimo Sibilia 7; Rosi Bindi 6; Paola Severino 5; Silvio Berlusconi 4; Pier Luigi Bersani 4; Anna Finocchiaro 4; Giorgio Napolitano 4; Merlo Ricardo 3; Pierluigi Castagnetti 2; Michele Cucuzza 2; Arnaldo Forlani 2; Pietro Grasso 2; Grazia Maniscalco 2; Antonio Palmieri 2; Claudio Sabelli Fioretti 2; Daniela Santanche’ 2; Santo Versace 2; Voti dispersi 41; schede bianche 418; schede nulle 14.