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Migranti carbonizzati, fiaccolata islamico-cosentina

COSENZA – In piazza per difendere la dignità.

Per la prima volta nella storia della città la comunità islamica bruzia scende in strada per rivendicare i propri diritti. Al fianco degli italiani. Una mobilitazione che vede al centro cosentini e migranti uniti nella lotta per il diritto alla casa e al lavoro. Per tutti. Con un corteo-fiaccolata partito dall’area occupata delle ex officine ferroviarie di via Popilia un centinaio di persone tra maghrebini, africani ed italiani hanno sfilato per il centro cittadino denunciando l’annosa questione dell’emergenza abitativa a Cosenza culminata nella morte di tre senza fissa dimora avvenuta il mese scorso in via XXIV Maggio. “A Cosenza – si legge in una nota divulgata dagli organizzatori dell’evento – sono morte tre persone nel mese scorso, bruciate in una casa nel centro cittadino lasciata all’incuria e al degrado. Questo fatto, a nostro avviso, è accaduto a causa di politiche scellerate sull’immigrazione e sull’accoglienza, che hanno prodotto arricchimento per enti ed istituzioni sulle spalle di migliaia di migranti. Denunciamo la presenza di molti edifici vuoti in città, che potrebbero essere recuperati per soddisfare il bisogno abitativo che costringe tanti cittadini migranti, e non solo, a vivere in tuguri, vengono lasciati al degrado. Vogliamo dire con forza alla città che non ci dovranno essere mai più altri morti negli edifici abbandonati, che non si devono ripetere più situazioni che calpestano la dignità e i diritti. Per tutto questo, la comunità islamica di Cosenza da sempre responsabile e attiva nel sociale, invita la cittadinanza affinche partecipi attivamente e manifesti la propria solidarietà unendosi a noi per difendere i diritti e ricordare i nostri defunti e le sofferenze che si consumano spesso nell’indifferenza. La nostra è una manifestazione non solo commemorativa, ma serve a rivendicare i nosti diritti basilari: dignità, accoglienza, casa e lavoro”. Casa e lavoro sia per i cosentini, sia per i cosentini acquisiti. “Non è una questione che riguarda solo noi migranti, – ha affermato uno dei partecipanti al corteo – ma anche gli italiani sotto sfratto, senza casa, senza lavoro, senza una dignità. Dignità negata da politiche scellerate in cui si lasciano gli appartamenti vuoti a marcire e la gente in strada a morire, come i nostri tre fratelli di via XXIV Maggio. Questa fiaccolata vuole andare oltre la semplice commemorazione. Crediamo sia arrivato il momento di agire, prima che sia troppo tardi, prima che si consumino altre tragedie. Per l’accoglienza vengono spesi una marea di soldi, ma non ne fruiamo di certo noi migranti. Vorremmo capire dove vengono investiti visto che sono soldi di tutti i cittadini. Cosenza è fatta di persone accoglienti, è una città ospitale, la gente è tollerante, ma ancora indifferente a queste problematiche. Dobbiamo unirci noi e gli italiani, perchè casa e lavoro devono essere un diritto di tutti”. Nessuno escluso.