Il grillino bruzio racconta l’occupazione del Parlamento

COSENZA – “Senza né acqua, né cibo, né bagni, ma va bene così”.

Sebastiano Barbanti neodeputato eletto tra le fila del Movimento 5 Stelle spiega dalle colonne di QuiCosenza cosa è avvenuto a Montecitorio ieri notte. “Bisogna fare una premessa – esordisce Barbanti – l’attività del Parlamento oggi è bloccata dalla prassi, dal costume, da un’abitudine consolidata negli anni, non dai regolamenti. Senza le commissioni permanenti l’attività parlamentare non può andare avanti. Tutto è delegato ad una commissione speciale composta da 40 persone che guidano tutta l’attività legislativa del Paese. Io sono il capogruppo dei Cinque Stelle in questa commissione e devo dire che anche se abbiamo analizzato problemi urgenti come quello degli esodati o dell’8 per 1000 non si può lavorare così perchè nulla viene affrontato con dovizia di particolari. Ogni cosa è fatta frettolosamente in un clima emergenziale. Noi ci chiediamo perché, visto che nessuna legge vieta di istituire le commissioni permanenti prima che sia formato il Governo. Anzi. Abbiamo dei precedenti, in ben quattro legislature diverse è già accaduto. Ieri invece di sbloccare la situazione e avviare il lavoro delle commissioni PD e PDL hanno votato per mantenere lo status attuale, dando maggiori poteri alla commissione speciale. Abbiamo assistito a casi eclatanti come quello di Vendola che mentre votava a favore sulla stampa dichiarava di essere contro questo provvedimento.

 

Alle 19.45 sono andati tutti via. Noi abbiamo deciso di rimanere occupando le aule. Le forze dell’ordine erano serene perchè abbiamo fatto tutto nel rispetto delle norme. Ci siamo chiusi dentro e abbiamo letto la Costituzione. Fino a mezzanotte. Non si poteva uscire, altrimenti non si sarebbe più potuti rientrare in aula. Quando abbiamo deciso di andare via, fuori ad aspettarci c’erano tante persone che ci hanno trasmesso un po’ di calore umano. Nel gelo che respiriamo quotidianamente. È paradossale. Le aule, nonostante ci sia molto da fare, a parte ieri, sono generalmente vuote. Ci sono 500 persone pagate per non fare nulla, neanche vengono a lavorare. Solo noi stiamo lì dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21. Gli altri sono fantasmi. Ogni tanto si vede qualcuno che viene a fare la passerella, bivacca, fa due chiacchiere e va via. Senza alcun rispetto per le istituzioni. Noi andremo avanti. Abbiamo presentato la legge Lazzati, la revisione delle leggi per il finanziamento ai partiti, all’editoria, per l’istituzione del reddito di cittadinanza, della banca degli investimenti pubblici affinché sia dia priorità alle imprese e non alle banche. Senza abbandonare la Calabria. Abbiamo infatti già presentato un’interrogazione sul caso Alaco, una sul rigassificatore di Gioia Tauro, una sulle trivelle dell’Alto Ionio e stiamo preparando una mozione sulla Tares”. Non resta che dire, buon lavoro Italia. Auspicando l’avvio delle commissioni.