Omicidio Liberata Martire, si riparte dall’Appello

COSENZA – Verdetto di assoluzione e di condanna. Cancellato. Il processo per la morte di Liberata Martire, la donna rom,

“condannata a morte”, nel suo appartamento del villaggio rom di viale degli Stadi, è da rifare. La Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado con cui, lo scorso anno, la Corte d’assise d’appello di Catanzaro aveva assolto Rosa Bevacqua e i due figli, Marco e Roberto Mario, infliggendo una pena di 23 anni di carcere solo al terzo figlio, Francesco Mario, quest’ultimo e gli altri imputati – in primo grado – erano stati condannati a 30 anni di reclusione. La Suprema Corte ha cancellato condanna e assoluzioni e ha rinviato tutto all’esame di un’altra sezione della corte d’assise d’appello di Catanzaro. Gli imputati devono rispondere dell’omicidio di Liberata Martire, 43enne uccisa a colpi di fucile il 30 gennaio del 2007 nella sua casa di via degli Stadi a Cosenza. La donna venne trasportata d’urgenza in ospedale e morì dopo un intervento chirurgico. Le sue condizioni erano apparse sin da subito estremamente disperate. Secondo le indagini, l’obiettivo dei killer sarebbe stato suo figlio Luca. La colpa della vittima sarebbe stata solo quella di trovarsi in casa quando iniziò la tempesta di fuoco contro il portone di ingresso e una finestra. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti Roberto e Francesco Mario sarebbero stati gli esecutori materiali del delitto, mentre Marco Mario avrebbe tenuto la sacca con le munizioni. Per l’accusa e i giudici della Corte d’Assise di di Cosenza, Rosa Bevacqua, invece, sarebbe stata il mandante dell’omicidio per punire il figlio di Liberata Martire dopo una lite avuta con Francesco Mario per un cavallo di ritorno. Gli ermellini hanno annullato tutto, stabilendo il ritorno in aula. Si parte dal secondo grado di giudizio. In attesa della verità.