Mascagni: la Cavalleria conquista il Rendano

COSENZA – Atmosfere di forte identità meridionale dal sapore antico. La città di Cosenza rinnova la sua “fede” nel teatro Rendano,

accorrendo quasi in massa, (anche noi di quicosenza, eravamo in sala con la collega Katia Grosso, alla quale vanno i ringraziamenti miei personali e quelli dell’intera redazione per le foto gentilmente concesse, ndr) presso il luogo simbolo per antonomasia della culla della tradizione culturale cittadina, in occasione della messa in scena della Cavalleria rusticana, capolavoro in atto unico di Pietro Mascagni, una delle “note” più alte della musica lirica. Italiana e mondiale. Non è un caso che il Rendano abbia voluto inserire la Cavalleria rusticana in un “normale” venerdì 15, non un giorno qualunque, ma un giorno ricco di un significato ben preciso: la nascita di Mascagni. Un lieto evento, risalente a ben 150 anni fa, ma che, oggi, come nel più lontano ieri, mantiene intatto il suo significato. Artistico e storico, antropologico e culturale. Alla festa, organizzata in pompa magna, come si conviene ad un appuntamento del genere, dal direttore artistico Isabel Russinova e dai suoi più stretti collaboratori, hanno partecipato le più importanti figure istituzionali della città, nonché personalità politiche e gente comune, in rigoroso vestito scuro e d’alta rappresentanza. Ma la scena, finito il rito del protocollo, l’hanno dominata gli artisti. A cominciare dal trio d’assi di “soprano” Antonella Biondo, che, con la sua perfetta interpretazione del “L’amico Fritz – Son pochi fiori”, ha regalato momenti canori di trascinante emozione, al pari delle colleghe Marily Santoro (con “Lodoletta – Flammen, perdonami, ndr) e “Nerone – Danzo notte e dì”, interpretata da Claudia Donato. Le tre soprano, hanno, lasciato il palcoscenico, a Virginia Todisco (Santuzza), Alberto Profeta (Turiddu), Selene Fiaschi (Lucia), Sergio Bologna (Alfio) e Miriam Artiaco (Lola), quintetto delle meraviglie che, sotto la direzione d’orchestra del maestro concertatore Domenico Virgili, e le musiche dell’orchestra lirico-sinfonica del teatro “Alfonso Rendano), ha entusiasmato il pubblico presente, facendo scattare, in più di un’occasione, scroscianti e fragorosi applausi. Senza dimenticare il perfetto coro lirico “Cilea” che ha reso la Cavalleria rusticana, qualcosa di memorabile. Lo spettacolo, come dicevamo, è stato straordinario, reso ancora più coinvolgente dalla perfetta organizzazione artistica dalla più minuziosa cura nei dettagli, sia nell’allestimento delle scenografie che il gioco di luci e di suoni. Un altro elemento di grande importanza è stata la regia dell’opera, portata in scena da Guia Farinelli Mascagni, discendente diretta del grande compositore. Il finale è stato un tripudio, con la stessa Mascagni che è salita sul palco per ringraziare la città di Cosenza e l’intera struttura del Rendano. “Che dire, mi avete regalato un’accoglienza particolare e mi avete trasmesso tanto calore”.

I PROTAGONISTI – Dicevamo del quintetto di big che ha portato in scena l’opera. A fine spettacolo, quando dopo il ritornello dei bis e degli applausi, il sipario s’è chiuso suil palcoscenico e le luci hanno illuminato a giorno la sala del Rendano, i protagonisti, seppur visibilmente stanchi ma soddisfatti si sono concessi volentieri ai microfoni e ai taccuini di quicosenza. Il primo commento è stato quello di Alberto Profeta. Il palermitano, avvolto in un cappotto scuro e con intorno al collo una voluminosa sciarpa a protezione delle sue corde vocali nel presentarsi ha espresso “tutta la sua soddisfazione per l’accoglienza, premiando con un grande complimento Cosenza e il Rendano”. Stesso dicasi anche per Virginia Todisco, Selene Fiaschi, Sergio Bologna e Miriam Artico che, con gli occhi lucidi per l’emozione e la voce provata per l’interpretazione canora, hanno evidenziato la “perfetta riuscita della serata, ringraziando pubblicamente il maestro concertatore, nonchè ogni singolo componente dell’orchestra e il coro”. Ultimo, ma non per importanza ma per “uscita” il maestro Domenico Virgili, “trovato” dalla collega Grosso, in un simpatico siparietto con il soprano Antonella Biondo, alla quale ha, e non poteva essere diversamente, rivolto i più sinceri complimenti per la sua voce e la sua crescita professionale. Il teatro si svuota, gli appassionati della lirica lasciano il Rendano, soddisfatti. Stessa cosa fanno gli artisti. Le macchine sono pronte per il momento della meritata cena. Direzione le “Magnolie”. Il locale è in fermento, l’accoglienza è di quelle da applausi. La voce si riposa, il palato si riprende assaggiando i sapori di una pizza ancora fumante. Buon appetito. E anche noi di quicosenza, siamo invitati al banchetto.