Discarica Donnici: ambientalisti soddisfatti, ma per l’assessore Bozzo era solo ‘paura’

Lavori bloccati perché la ditta appaltatrice utilizzò rifiuti per costruire la rampa d’accesso.

 

DONNICI (CS) – Bocciato il progetto di realizzazione del centro di raccolta rifiuti di Donnici gli ambientalisti non esitano ad esprimere la propria soddisfazione. “Per la decisione assunta dal Tar Calabria – scrive in una nota del Comitato di Difesa del Territorio di Donnici firmata da don Tommaso Scicchitano – sul sito che doveva sorgere in località Albicello di Donnici esprimiamo gratitudine per il lavoro svolto e il risultato conseguito dai tecnici ed avvocati di Donnici. Il Tar ha infatti recepito la principale delle censure mosse al progetto, e cioè l’assenza di una preventiva valutazione di impatto ambientale, la cosiddetta Via. Il Tar, lo si ricorda, ha anche annullato il provvedimento “specie in considerazione della tipologia di attività svolta in loco e del tipo di interessi di carattere ambientale coinvolti”, come sostenuto dalla stessa autorità giudiziaria”. L’incubo di una nuova discarica sembra quindi essere scongiurato anche se a Palazzo dei Bruzi da mesi si sta lavorando per indire una nuova gara d’appalto. Non è infatti da escludere che il Comune possa impugnare la sentenza.

 

In una zona a vocazione agricola dove sorgono vitigni doc e dop il progetto dell’isola ecologica nato all’epoca di Perugini diventò esecutivo con l’amministrazione Occhiuto. Grazie ad un finanziamento stanziato dalla Regione furono avviati i lavori poi bloccati dalla magistratura. Se non fossero state delle indagini, infatti, il centro di raccolta sarebbe attivo già da un anno. L’impresa che aveva vinto l’appalto, la Falbo Pietro di Luzzi, per costruire la rampa di ingresso all’isola ecologica aveva utilizzato dei rifiuti. A certificarlo fu l’Arpacal dopo aver eseguito le analisi sui terreni che dopo aver classificato il materiale edile usato come rifiuti da trattare in appositi impianti aveva allertato sull’eccessiva presenza di zinco che aveva già superato la soglia di contaminazione del suolo. Sospesi i lavori l’impresa è stata denunciata, i rifiuti sono stati rimossi da Ecologia Oggi e il contratto è stato risolto per inadempienze. Condannata la ditta ha risarcito il danno e il sito è stato bonificato. La rampa è stata ricostruita riutilizzando l’argilla degli scavi di piazza Bilotti, la strada consolidata e l’intero sito è stato messo in sicurezza per evitare nuove frane.

 

L’assessore alla Salute Pubblica e Controllo Inquinamento Atmosferico del Comune di Cosenza, Massimo Bozzo, in merito alla discarica di Donnici circa due mesi fa aveva affermato che “come avevo già detto nel 2009 quando Perugini chiese un finanziamento alla Regione per la realizzazione del centro di raccolta che si trattava di un’ottima idea. Lo riconfermo oggi e lo riconfermerò domani in quanto le isole ecologiche sono indispensabili per una buona raccolta differenziata. A Donnici è successo che c’è stata una comunicazione poco efficace con i cittadini reduci da anni in cui hanno convissuto con la discarica di Sant’Ippolito che non è ancora stata bonificata e che non può essere bonificata per tanti motivi. Non è tra le discariche più pericolose della nostra regione, ci sono solo rifiuti solidi urbani, oggi abbiamo altre priorità. Sì è sul letto di un fiume, ma non rientra tra i siti da bonificare con urgenza. Sulla paura di Sant’Ippolito è subentrata una strumentalizzazione politica e delle indagini della magistratura. Sarà la storia a stabilire chi ha ragione”.

 

E la storia, o meglio il TAR, finora ha dato ragione agli ambientalisti. “Purtroppo i progetti sono una questione politica – aveva affermato Arcangelo del Comitato di Difesa del Territorio di Donnici – questa vicenda lo ha dimostrato. Ci sono interessi che vanno oltre la Valutazione di Impatto Ambientale e la conseguenze sulla salute pubblica. Lì c’è un fiume che passerebbe dall’interno della discarica. Fino ad oggi si sono bypassati diversi aspetti burocratici pur di avviare il progetto. Il che secondo noi fa pensare che ci sono degli interessi economici dietro per fare la discarica proprio in quel sito. Un sindaco prima di fare un lavoro del genere, che non è una giostra per bambini, in un territorio ad alta vocazione agricola dovrebbe confrontarsi con la cittadinanza. Ciò non è avvenuto, noi ci siamo ritrovati all’improvviso le ruspe che scavavano senza sapere nulla”. Intanto per il progetto del Centro Raccolta Rifiuti, circa un anno, fa il Comune di Cosenza ha raddoppiato gli stanziamenti da 135mila euro a 270mila euro.