Confisca beni archeologici in tutta Italia: monete e monili restituiti alla Calabria

 

COSENZA – Scavi clandestini e sequestri.

Sono stati consegnati in via definitiva alla Sopraintendente per i Beni Archeologici della Calabria Simonetta Bonomi i reperti confiscati dal comando provinciale dei carabinieri di Cosenza. Quattrocentonovantasette monete, diversi monili e vari oggetti fittili sono stati sottratti a una rete criminale di collezionisti grazie a quattro diverse operazioni (Archeoweb, Bretti, Eracle e San Sozonte) condotte dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza su tutto il territorio nazionale dalla Sardegna al Trentino Alto Adige. I reperti sono stati rinvenuti a seguito di una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati dediti alla commercializzazione sul web di beni archeologi per il mercato del collezionismo deviato. Circa cento processi sono attualmente in corso per reati legati agli scavi clandestini e all’occultazione dei beni archeologici appartenenti allo Stato Italiano. La restituzione delle monete e dei monili ai calabresi che potranno fruirne nei musei e farne oggetto di studio è la prima buona notizia nel campo dell’archeologia che si registra dopo l’esondazione che ha colpito gli scavi di Sibari ad oggi ancora sommersi dal liquame ormai solidificatosi sui reperti. Sono circa 20mila gli oggetti recuperati la maggior parte dei quali saranno restituiti alla Calabria nei prossimi giorni.