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Why Not: associazione per delinquere, assolti i politici cosentini Morrone e Adamo

Si chiude l’ultimo troncone dell’inchiesta che tentò di far luce su appalti pubblici truccati e politici che ‘regalavano’ posti di lavoro.

 

CATANZARO – Una condanna e quattro assoluzioni: questa la sentenza emessa oggi dal tribunale collegiale di Catanzaro nell’ambito del processo per associazione a delinquere scaturito dalla maxi inchiesta Why not. In particolare i giudici hanno inflitto una pena di due anni e sei mesi a Giancarlo Franze’, coordinatore del consorzio Brutium, l’impero economico riconducibile ad Antonio Saladino, il principale indagato dell’inchiesta. Una societĂ  che sarebbe stata utilizzata per assumere personale ‘fidato’ e fare incetta di fondi pubblici e comunitari con il beneplacito dei politici piĂą in vista della Regione Calabria. Oggi sono stati assolti per non aver commesso il fatto i politici calabresi Nicola Adamo (ex vicepresidente Regione Calabria), Franco Morelli (ex consigliere regionale), Dionisio Gallo ed Ennio Morrone (ex assessori regionali). Secondo l’accusa politici e dirigenti avrebbero commesso una serie di reati contro la pubblica amministrazione per aggiudicarsi appalti dalla Regione promettendo posti di lavoro in cambio di cospicui pacchetti di voti.

 

Si chiude cosi’ l’ultimo troncone della maxi inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici in Calabria aperta nel 2006 dall’allora pm Luigi De Magistris. Al termine dell’udienza preliminare, i cinque indagati furono prosciolti dall’accusa di associazione a delinquere, diciassette in totale quelli che il gup Abigail Mellace scagiono’ completamente, mentre 27 furono gli imputati rinviati a giudizio. Seguì l’impugnazione della Procura generale con un ricorso alla Cassazione contro, in particolare, il proscioglimento dall’accusa di associazione per delinquere. Il 6 aprile 2012, vi fu il rinvio a giudizio che ha portato tutti a processo. Oggi, invece, la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Catanzaro. Qualora il processo dovesse continuare, non si esclude che la sentenza d’Appello possa ribaltare le posizioni degli imputati.