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patrizia schettini

Minorenne uccide la madre per i ‘troppi rimproveri’, processo abbreviato e perizia psichiatra

Patrizia Schettini, insegnante di musica 53 anni, è stata trovata morta nella sua abitazione a Donnici il primo aprile.

Dopo il delitto, il figlio, minorenne, ora accusato dell’omicidio, si fece tatuare la scritta «Nemmeno la morte ci può separare». Secondo le indagini la donna sarebbe stata uccisa per i ‘troppi e continui rimproveri’ nei confronti del figlio. La madre quel giorno l’avrebbe sgridato. A quel punto si sarebbe scagliato contro di lei, in un momento di raptus e l’avrebbe spinta per le scale. L’insegnante ha sbattuto la testa, come è emerso dall’esame autoptico ed è morta all’istante.

Ora il 17enne, sarà processato con il giudizio abbreviato. Lo si è appreso dal difensore del minorenne, l’avvocato Gianfranco Vetere. Preliminarmente il diciassettenne sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Il minore è stato arrestato il 13 maggio scorso dagli agenti della squadra mobile di Cosenza. In un primo momento la morte della donna era stata attribuita ad un incidente, ma le successive indagini avevano portato ad accertare che la donna era stata strangolata. Visto che sulla porta d’ingresso dell’abitazione e sulle finestre non c’erano segni di effrazione e che il diciassettenne era l’unica persona in casa al momento della morte, i sospetti si erano subito indirizzati sul giovane.