Altroconsumo Calabria contro il ‘canone in bolletta’, la petizione per abolire la ‘tassa’ più odiata dagli italiani (AUDIO INTERVISTA)

Che il Canone Rai fosse una tassa iniqua e ingiusta, e che la sua concezione sia ‘truffaldina’, in quanto si paga non per la ‘programmazione’ offerta dalla tv di Stato, ma per il ‘possesso’ di un apparecchio televisivo (tra l’altro acquistato e pagato) lo si sa da tempo, e da più parti è stato chiesto di eliminarla.

COSENZA – Il canone Rai è un pò come il bollo auto; tu compri la macchina, la paghi con tanti sacrifici e soldini e devi anche pagare il bollo per il possesso, anche se il proprietario… sei tu! Il canone che la Rai ‘costringe’ a pagare da anni e anni, è da sempre stato un argomento dibattuto, e nessuno mai ha potuto evitarne il pagamento perchè, scegliere di ‘non’ usufruire dei servizi Rai non si può. E allora l’hanno trasformata in una tassa sul possesso del televisore o di un apparecchio, che però è stato preventivamente già pagato. Eh si perchè se noi compriamo un televisore, il possesso di questo dobbiamo pagarlo allo Stato e dunque alla Rai e ai suoi servizi… se così possiamo chiamarli.
Ora il Governo, per combattere l’evasione del canone, ha pensato di fare cassa in maniera ulteriormente illegittima, inserendo il pagamento nella bolletta della luce. Altroconsumo Calabria però, non ci sta, ed ha avviato una petizione, sottoscrivibile sul sito www.altroconsumo.it (cliccando su Canone in bolletta? Firma per abolirlo) proprio per abolire la tassa più odiata dagli italiani.

Il canone Rai nella bolletta dell’elettricità, spiega Pietro Vitelli responsabile Altroconsumo Regione Calabria, è un obbrobrio giuridico che il Governo, con modalità peraltro pasticciate che presentano aspetti critici e poco chiari, sta cercando di introdurre forzosamente nel nostro Ordinamento.

Pietro Vitelli, ha spiegato il perchè dell’avvio della petizione ai microfoni di Rlb Radioattiva

ASCOLTA L’INTERVISTA

“Il Governo – afferma Vitelli – invece di concentrarsi seriamente su una riforma della Rai che la renda più efficiente, moderna e rispettosa dei diritti dei cittadini che la finanziano, per raccogliere la tassa più obsoleta e odiata dagli italiani, vuole trasformare illegittimamente la bolletta elettrica in uno strumento per fare cassa, una sorta di bancomat. Per questo motivo Noi di Altroconsumo abbiamo scritto a Matteo Renzi, Pietro Carlo Padoan, Pietro Grasso e Laura Boldrini”.

canone-rai-in-bolletta-770x513

“L’art. 76 della legge di stabilità prevede che il pagamento del canone Rai avvenga attraverso l’estensione del mandato di addebito diretto. Peccato che nella norma si faccia menzione al mandato rilasciato agli intermediari finanziari e non a quello dato alle società di fornitura elettrica come prevedono le regole Sepa. L’attuale formulazione, non prendendo in considerazione questo particolare aspetto, rende di fatto la norma inapplicabile. Con la bolletta dell’energia elettrica si paga un servizio, la fornitura di corrente elettrica, che non riguarda la televisione. Legare il pagamento del canone Rai a questo tipo di contratto è impensabile.  Sarebbe molto più complicata – spiega ancora Vitelli – anche la gestione del contenzioso per errori sul calcolo della somma da pagare: in caso di contestazione dell’importo della bolletta, e non anche della rata del canone, il consumatore potrebbe vedersi arrivare una sanzione per mancato pagamento del canone Rai”.

Secondo Altroconsumo (e non solo)  la bolletta della luce deve essere chiara, facilmente comprensibile e non deve incorporare il canone Rai. Altroconsumo e gli oltre 45000 cittadini , moltissimi tra questi i calabresi, che hanno finora supportato la petizione, chiedono al Governo di eliminare dalla legge di stabilità questo provvedimento assurdo e irrispettoso dei loro diritti. “Nel caso in cui – conclude Pietro Vitelli responsabile Altroconsumo Regione Calabria – le Istituzioni non accogliessero le nostre istanze , la battaglia dell’organizzazione proseguirà anche dopo l’approvazione della legge. I cittadini non devono essere trattati come sudditi dal Fisco”.