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Piano rifiuti in salsa Oliverio, critiche e proposte dei comitati ambientalisti

Non è vero che in Calabria il commissariamento in oltre 15 anni non abbia fatto nulla. Ha fatto una “bella” rete di discariche per il tal quale.

 

COSENZA – A denunciarlo sono gli attivisti del Comitato “No discariche” Area urbana Cosenza-Castrolibero-Rende, del Comitato Ambientale Presilano e della sezione LIPU di Rende a seguito dell’audizione presso il Consiglio Regionale della Calabria della 4^ Commissione Assetto e utilizzazione del territorio – Protezione dell’ambiente tenutasi per approvare le linee guida del nuovo piano rifiuti della Regione Calabria. “Del resto – scrivono in una nota i tre collettivi ambientalisti – sia prima che dopo il commissariamento l’unica cosa che hanno prodotto i vari governi regionali per risolvere la questione rifiuti sostanzialmente sono state buche nel terreno, impianti TMB e inceneritori. In pratica l’opposto di quello che richiedeva la direttiva europea sui rifiuti (2008/98/CE).

 

Prima di tutto ci fa piacere che il termine di raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” sia ormai diventato di uso comune, ma quando noi associazioni, alcuni anni addietro, parlavamo di “porta a porta” venivamo derisi, così pure quando criticavamo gli inceneritori o termovalorizzatori, che ‘guarda caso’, la direttiva europea sui rifiuti pone al penultimo posto nella scala gerarchica. Dopo c’e’ solo la discarica. Poi venne la “Strategia Rifiuti Zero” lanciata dal professore di chimica statunitense Paul Connett, e portata avanti da tante associazioni ambientaliste nel mondo. E anche qui a deriderci e a gridarci contro: “utopie, favole…, dove li mettiamo i rifiuti”. Beh, allora oltre che “quelli del NO”, forse un po’ visionari/lungimiranti lo siamo stati. E oggi, a riprova di ciò, siamo in audizione presso la IV^ Commissione Ambiente del Consiglio Regionale della Calabria a discutere sulle nuove Linee Guida sui rifiuti dove troviamo spesso citato il termine “discariche zero”.

 

Per quanto riguarda le Linee Guida per la rimodulazione del Piano Regionale dei rifiuti della Regione Calabria, abbiamo alcune proposte/perplessità da segnalare. Non chiediamo altro che l’applicazione della legge vigente. Ed ecco che cosa dice la normativa vigente e comunitaria in tema rifiuti: pone l’incenerimento e lo smaltimento in discarica come soluzioni ultime nella gestione dei rifiuti, e comunque da tendere a zero, come ben definito dal principio generale della gerarchia di trattamento dei rifiuti espresso nella Direttiva europea 2008/98/CE: ‘Un vero sistema virtuoso dei rifiuti è tale se porta a zero lo smaltimento in discarica’. Le penalità previste per i Comuni che non fanno bene la raccolta differenziata, consistenti in aumenti delle tariffe, che poi alla fine ricadono sui cittadini, non ci sembra la soluzione migliore, ma bisognerebbe adottare misure più drastiche ed incisive nei confronti delle amministrazioni che non avviano una raccolta differenziata efficiente. Se non verranno attuate modifiche si rischia che le nuove Linee Guida per la rimodulazione del Piano Regionale di gestione dei rifiuti della Regione Calabria non risolveranno la problematica rifiuti alla radice”.

 
 

CRITICITA’ DEL PIANO RIFIUTI VOLUTO DALLA GIUNTA OLIVERIO E PROPOSTE ALTERNATIVE

 

• E’stato spostato il termine che era stato fissato al 65% di raccolta differenziata che i Comuni dovevano raggiungere entro il 2012 al 2020. Questa scelta di posticipare così a lungo è molto pericolosa perchè le amministrazioni locali continueranno a “cullarsi”, posticipando il problema, come del resto è stato foto fino ad oggi.
• Associazioni, comitati, movimenti, dovrebbero essere coinvolti nei processi decisionali e di controllo.
• I servizi di raccolta, smaltimento, ecc… devono essere gestiti dal pubblico (società pubbliche) o da strutture no-profit e con il reinvestimento del profitto indirizzato al miglioramento del servizio. In pratica vogliamo che la gestione dei rifiuti sia finalizzata alla sostenibilità ambientale e non al profitto.
• Sono descritte le varie tipologie di raccolta differenziata (porta a porta, stradale, mista), ma non pensiamo che il nostro territorio calabrese abbia difficoltà nell’adottare esclusivamente la prima.
• Gli ATO/ARO risultano essere troppo rigidi. Ad esempio, se un Comune, singolarmente, volesse progettare un sistema integrato e virtuoso del ciclo rifiuti, non potrebbe farlo. E che succederebbe se in un ATO un Comune fa la raccolta differenziata spinta ed un altro no?
• Va applicato realmente il riconoscimento di chi piu’ differenzia meno paga.
Per i prossimi 10 anni si richiedono ancora discariche per 2 milioni di mc. Considerata la prospettiva di “discariche zero” ci sembra eccessivo.
• Non è stato specificato, se non genericamente, quali elementi di premialità si vogliono adottare per i Comuni virtuosi e quali penalità per quelli non virtuosi.
• Agli impianti di biogas andrebbero preferiti gli impianti di compostaggio che, oltre a produrre fertilizzante naturale, costano molto di meno e sono molto più ecosostenibili.
• Abbiamo segnalato che nel testo delle linee guida si fa confusione tra Riciclo e Prevenzione del rifiuto. Se iniziamo con il confondere la terminologia si rischiano pasticci più grandi.
• Bisogna creare dei centri per lo studio e la ricerca di soluzioni atte a prevenire il rifiuto e ad azzerare la parte cosiddetta, erroneamente, “non riciclabile”.