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Caterina, il social diventa un incubo

COSENZA – Il sorriso spento. E’ quello di Caterina, una 17enne di Cosenza, a cui un bullo di rete ha spento il suo entusiasmo, con la stessa

freddezza come si spegne il pc. Caterina, studentessa modella, amante della letteratura, della storia e della cultura in generale, insieme alla scuola, alle amicizie allo sport, coltivava, fino a poco tempo fa, un’altra grande passione: i social. Ogni giorno un post nuovo, uno stato allegro da condividere, un pensiero positivo da incollare con un mi piace. Fino a poco tempo fa. Appunto. Sì, perchè Caterina, era convinta che sui social, oltre a qualche ora di svago e a qualche amico, aveva trovato anche l’amore. Quello di Gianni, finto nel nome, come nel suo profilo personale. La 17enne, lunghi capelli biondi, occhi verdi, sorriso luminoso, portava gli occhiali e aveva qualche chiletto di troppo. Nulla di strano. Se non fosse che il perfido Gianni, più che un romantico ed anonimo spasimante, è diventato uno spietato bullo di rete. Un bullo come tanti, come quei tanti altri ragazzi, che forse per darsi un tono, forse per sentirsi duri, giocano a fare i duri, ovviamente con i deboli, perchè in fin dei conti, come degli autentichi vigliacchi, hanno per prima paura della loro stessa debolezza. I messaggi di chat tra Caterina e il falso Gianni sono pieni di carinerie, il preludio a qualcosa di piacevole, vero, autentico. Come lo è, a volte, l’amore. Gianni, piano, piano, con la sua tattica da ingannatore convince Caterina a fidarsi sempre più di lui, chiedendo alla ragazza di mandargli delle sue foto. Gianni le dice che intende mettersele sul pc, per vedere la sua “cenerentola”, è così che chiama Caterina, quando i due non sono connessi. La 17enne è al settimo cielo. Prende alcune sue foto e le invia privatamente sulla mail di Gianni. Il falso romantico, prima di mettere in atto il suo piano, riempie di complimenti Caterina, convincendola anche ad uscire. Caterina sogna ad occhi aperti. Ma non sa che il suo sogno sta per diventare un incubo. Sì, perchè il bullo on line lavora quelle foto, trasforma Caterina, e posta quelle immagini. Caterina è definita in tutti i modi: anche i più offensivi. La 17enne accusa il colpo e si chiude in un mutismo incomprensibile. Comincia a non voler uscire, rinuncia ad andare a scuola e decide pure di non studiare. I genitori, allertati dagli insegnanti, iniziano a preoccuparsi. La preoccupazione cresce, soprattutto, quando Caterina inizia a bere. Dalla vodka ai superalcolici, dalla birra ai cocktail, fino a stordirsi. I genitori di Caterina sono sempre più preoccupati. In tutti i modi cercano di instaurare un dialogo con la figlia che di parlare non ne ha nessuna voglia. “Voglio dormire, voglio dormire”. Una sera, però, Caterina rischia grosso. La ragazzina dopo aver bevuto fino a stare male, si stordisce ancora di più assumendo in quantità impressionante alcuni calmanti che sua madre tiene in un cassetto. Caterina si sente venir meno, vede la casa che balla, il pavimento che gira, le gambe che non la reggono più e cade, sbattendo forte la testa.  La botta è così forte che la 17enne perde i sensi, ma quello che preoccupa è il suo stato di salute. Ha il polso debole, il battito cardiaco flebile, il viso bianco e gli occhi spenti. Gli esami del sangue rivelano un elevato tasso di alcol e un’altrettanta dose elevatissima di benzodiazepine. Alcol e calmanti sono un mix micidiale, così micidiale che spinge i medici del pronto soccorso dell’Annunziata a trasferire Caterina nel reparto di psichiatria. I genitori della 17enne decidono di correre ai ripari e darsi da fare e contattano un loro parente a Roma, pischiatra. Il medico visita la ragazza e si fa raccontare da lei cos’è successo. La ragazza si sfoga, racconta di Gianni, della chat, delle foto e di quel bullo che l’ha illusa, usata, offesa, capestata, umiliata e spinta quasi al suicidio, nonchè alla pazzia. Caterina presenta anche una denuncia ai carabinieri. Oggi la 17enne, prossima a festeggiare l’ingresso tra gli adulti, sta lentamente riprendendo in mano la sua vita, ci vorrà ancora del tempo, ma quel suo sorriso comincia ad avere di nuovo luce.