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Mar Jonio, il referendum antitrivelle venerdì sarà discusso in consiglio regionale (AUDIO INTERVISTA)

Sale il numero delle regioni del Sud che stanno approvando le deliberazioni sui quesiti referendari “No Triv”.

COSENZA – Venerdì 25 settembre anche la Calabria è chiamata a pronunciarsi sul referendum che avrà l’obiettivo di fermare la caccia al petrolio davanti alle coste italiane e a ridare diritti ai territori senza scavalcarli. La parola passa ora alla Corte di Cassazione. Il movimento antitrivelle delle Regioni prosegue a passo spedito la sua attività ed è di pochi giorni fa, il sì ai referendum antitrivelle dei Consigli regionali di Puglia, Marche, Molise e Sardegna. È stata rinviata invece la decisione del Consiglio regionale dell’Umbria, perché in Commissione i rappresentanti del Pd hanno chiesto di approfondire la questione. A breve arriverà anche la decisione della Sicilia, dell’Abruzzo e della Campania, e venerdì toccherà a Veneto e Calabria; per finire il 29 settembre prossimo alla Liguria. È stata la Basilicata la prima Regione a votare le delibere per attivare la richiesta di referendum abrogativi di alcune parti dell’articolo 38 del decreto legge Sblocca Italia (convertito con modificazioni nella legge 164 del 2014), nonché delle norme ad esso correlate contenute nell’articolo 57 del decreto legge numero 5 del 2012 (il cosiddetto decreto “Semplificazione e sviluppo” varato dal governo Monti) e nell’articolo 1 della legge 239 del 2014. C’è, poi, il dato politico: tutte le Regioni sulle barricate “no triv” sono governate dal Pd, il partito del premier Matteo Renzi. Secondo i dettami della Costituzione italiana, i quesiti da sottoporre alla consultazione referendaria devono essere depositati all’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione da almeno cinque Regioni. La consegna dovrà avvenire entro il 30 settembre. Le Regioni a favore del referendum contro le trivellazioni in mare concesse dalla normativa “sblocca Italia” sono undici, con la Basilicata capofila. La richiesta di cancellazione riguarda anche le norme che prevedono fino all’esproprio di terreni sotto i quali si ipotizza la presenza di petrolio.

Il rappresentante del comitato No Triv di Rossano, Flavio Stasi, questa mattina è stato intervistato ai microfoni di Rlb Radioattiva, e oltre ad esprimere soddisfazione per la grande adesione da parte delle Regioni, ha sottolineato ancora una volta i motivi che spingono i territori interessati a fermare la possibilità di trivellare il mare.

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