Appello per salvare Cosenza Vecchia ”prima che tutto crolli”

”Intendiamo agire per far sì che interesse, cura e amore per il Centro Storico non siano episodi sporadici e perché dalle intenzioni si passi finalmente ai fatti”.

 

COSENZA – “Prima che tutto crolli…”, questo che il titolo dato alla “Serata d’idee, poesia e musica per Cosenza Vecchia” svoltasi martedì 15 settembre all’Arenella organizzata dall’Associazione Dossetti che fin dalla sua nascita si è dedicata al Centro Storico, inteso come la prima delle periferie da cui partire per fare di Cosenza una città fondata sulla coesione sociale. “Non siamo certo mossi da motivi nostalgici – si legge nell’appello lanciato dall’Associazione Dossetti – legati alla visione di un mondo che non c’è più. Riteniamo di essere in coerenza con almeno due caratteri propri dell’inizio del terzo millennio: per un verso la necessità di affermare l’identità proprio quando c’è il rischio crescente di disperdere ogni cosa dentro contenitori tutti uguali, a partire dalla coscienza di sé, a fronte di processi progressivi di globalizzazione. Per altro verso l’obbligo di fermare il consumo di suolo con l’occupazione progressiva di ogni spazio disponibile, anche se in presenza di criticità legate alla stabilità e a rischi idrogeologici, con edificazioni che sovente snaturano le nostre città e restano sempre più inoccupate.

 

Non siamo soli a ragionare secondo queste coordinate, ma dobbiamo insistere perché i cambiamenti, se pur necessari, incontrano storicamente forti resistenze. Ci rivolgiamo alle classi dirigenti politico-amministrative, ai tecnici e ai professionisti, all’Università della Calabria, agli imprenditori, ai cittadini che hanno a cuore il futuro della nostra città e dei propri figli perché in ogni istanza di vita partecipata si portino avanti iniziative volte a disegnare il futuro di Cosenza dentro una cornice di sostenibilità ambientale che si opponga a ogni nuova edificazione, che si rivolga massicciamente alle azioni di recupero delle costruzioni esistenti valorizzando altresì quelle di pregio storico e architettonico, che coniughi la messa in sicurezza con un utilizzo funzionale di spazi chiusi e aperti, che veda nel centro storico non una periferia abbandonata e in crisi, ma un centro pulsante di vita con attività artigianali, storiche, culturali con alla testa presenze significative dell’Università della Calabria accanto ai numerosi istituti e centri già presenti, che non espella i residenti ma ne attiri di nuovi potenziando servizi e riqualificando l’esistente.

 

Cosenza Vecchia deve diventare, – conclude l’appello – insieme all’Unical, il posto non solo fisico lungo il quale si articolerà la Cosenza di domani attraverso una visione e una gestione di Area Urbana che vada dalla Presila e dal Savuto fino a Rende e Mendicino; un’area vasta che dev’essere amministrata secondo logiche e impostazione di visione e strumentazione unitaria. Un grande progetto, una grande idea, che raccolga le diverse periferie, che chiama a raccolta le tante intelligenze e professionalità di cui sono forti le nostra comunità e che deve avvalersi sul piano economico delle disponibilità di rinvenienza europea con fondi da richiedere o da rimodulare rispetto ad altre finalizzazioni previste e non rispettate o non perseguibili”.