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Cosenza, Ecologia Oggi in stato di agitazione

COSENZA – Pronti ad incrociare le braccia. I dipendenti di Ecologia Oggi, assorbiti dall’azienda lametina dopo il fallimento della Vallecrati, sono scesi in stato di agitazione. Le tute gialle reclamano il pagamento delle mensilitĂ  di luglio e agosto, nonchĂ© il rinnovo contrattuale, per molti degli operai vicino alla scadenza. I tentativi dei dipendenti, di intavolare,

attraverso l’ausilio delle sigle sindacali, un dialogo aperto con i vertici dell’azienda, non hanno prodotto gli effetti sperati. Alle sollecitazioni dei lavoratori è seguito il silenzio di Ecologia Oggi. A sollevare la problematica e a chiedere immediate spiegazioni sulla vertenza è intervenuto Massimiliano Ianni, della Fp-Cgil. «La politica dell’ascolto e del dialogo non è una delle prerogative dell’azienda Ecologia Oggi. Le problematiche sul tavolo sono diverse. Al mancato stipendio di luglio e agosto e all’assoluto stato di incertezza sui rinovi contrattuali, bisogna aggiungere la mancata corresponsione dei ticket mensa e una mappa dell’organizzazione del lavoro. Il mancato pagamento degli stipendi – ricorda il rappresentante della Cgil – non è un problema nuovo. Questi stessi dipendenti, infatti, sono stati già penalizzati dalla Vallecrati che non ha liquidato ai suoi ex operai né le mensilità arretrate (si parla almeno di otto stipendi, ndr) né la maturazione del Tfr. Facendo un rapido e approssimativo calcolo – continua Ianni – ad ogni singolo dipendente dovrebbe essere corriposta una cifra oscillante tra i 20 e i 30mila euro. Non è pensabile – prosegue – che questa carenza di certezze, risposte e dialogo si possa giustificare con la crisi. La crisi esiste ma questo è un alibi che non convince più».

Ianni precisa, inoltre che «la Cgil, nelle prossime ore capirà se ci sono le condizioni per realizzare un “patto per i rifiuti”, un accordo che veda Comune, forze sociali e azienda lavorare in sinergia per garantire ai dipendente precise certezze, sia sul lato economico, che sotto l’aspetto occupazionale. L’idea – continua – per il momento non ha raccolto consensi, ma il sindacato continuerà ad insistere su questa linea del dialogo e dell’ascolto non solo per i lavoratori ma anche per una forma di rispetto nei confronti dell’utenza. Una città sporca, traboccante di rifiuti è un’immagine che non fa bene, a nessuno».