Cosenza Solidale chiede la riapertura di Palazzo Caselli Vaccaro “basta soluzioni tampone”

“Occorre cambiare radicalmente l’ottica degli interventi, iniziando a programmare ed attuare soluzioni strutturali alle problematiche che affliggono la nostra città. È ora di sedersi attorno ad un tavolo e programmare, senza attendere la prossima emergenza, per evitare di tornare, di nuovo, indietro di 10 anni”.

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COSENZA – “Nelle ultime settimane abbiamo preso parte al tavolo inter-istituzionale sull’avviso 4 del PON inclusione insieme al Comune di Cosenza (rappresentato dall’assessore Alessandra De Rosa), Croce Rossa Italiana, Fondazione Casa San Francesco d’Assisi, CISOM, Strade di Casa e Casa Nostra. Più volte negli incontri avvenuti abbiamo sottolineato i nostri dubbi sui ritardi relativi alla procedura di attivazione del Piano di Zona e sulla mancanza di soluzioni strutturali alle problematiche sociali”. Lo scrive in una nota Cosenza solidale, la rete di solidarietà a Cosenza che si occupa di aiutare i più disagiati e tutte le famiglie bisognose.

“Anche l’esperienza, appena conclusa, del dormitorio per i senza tetto allestito presso il centro anziani di via Milelli, non è secondo noi, esente da critiche. Si è trattato, di fatto, dell’ennesima soluzione tampone che ricalca un’esperienza di ormai 9 anni fa e che non presenta assolutamente una soluzione strutturale, duratura sostenibile del problema. Riconosciamo – si legge ancora – che il dormitorio abbia permesso a chi (soprav)vive in condizioni di estrema difficoltà, di trascorrere le notti più fredde in un luogo caldo, ed è per questo che, nonostante i nostri dubbi, abbiamo comunque deciso di contribuire per quanto le nostre possibilità e competenze ci hanno permesso. Ma siamo altrettanto consapevoli che si tratta dell’ennesima soluzione emergenziale che non potrà risolvere i drammi di chi vive in mezzo alla strada”.

“Questa esperienza avrebbe potuto rappresentare, a nostro modesto parere, la miccia per innescare un reale percorso di reinserimento sociale delle persone coinvolte. E invece Niente, nessun passo in avanti, ad oggi anzi notiamo solo passi indietro: le emergenze abitative e i fitti passivi sono a rischio, misure che seppur rappresentano l’arricchimento dei soliti noti, d’altro canto sono per molti/e l’unica possibilità di avere un tetto sulla testa, se non fosse sufficiente, anche i progetti di social housing, miseramente falliti, previsti su due stabili pubblici del centro storico, rappresentano l’incapacità dell’amministrazione di far funzionare strumenti già esistenti e di utilizzare nuove formule, già avviate in tutta Europa, che riducono i costi, la speculazione e incrementano l’inserimento sociale e l’inquilinato attivo.

“Siamo consapevoli che l‘emergenza abitativa non possa essere definitivamente risolta con uno schiocco di dita, ma non possiamo non dissentire con Palazzo dei Bruzi quando adduce questa ovvietà come giustificazione al fatto che “nelle nostre intenzioni non c’è, né ci può essere quella di trovare una soluzione definitiva ai problemi dei senza tetto”. Affermazioni come queste ci lasciano presupporre che il problema non verrà mai affrontato in maniera strutturale perché i problemi non diventeranno più facili da affrontare col passare del tempo anzi, semmai tenderanno ad acuirsi ed ingigantirsi. Andare avanti limitandosi a tamponare le emergenze è stato il modus operandi dell’amministrazione Occhiuto, esattamente come 9 anni fa, quando l’emergenza freddo è stata affrontata nello stesso identico modo. Esattamente come avviene con i crolli e le frane che stanno flagellando e isolando il centro storico.

È giunta l’ora di cambiare radicalmente l’ottica degli interventi, iniziando a programmare ed attuare soluzioni strutturali alle problematiche che affliggono la nostra città. Esistono i fondi e gli strumenti per farlo. Una porzione di Palazzo Caselli Vaccaro, ad esempio, è stata concessa dal comune alla Croce rossa italiana (con convenzione del 25/06/2019) per la realizzazione del progetto “Centro storico – Safe Point“, che prevedeva la realizzazione di uno spazio sicuro attraverso il quale garantire una serie di servizi all’intero quartiere, tra i quali l’attivazione di un ambulatorio/infermeria, un percorso di socializzazione per i minori e di supporto alle famiglie in difficoltà e un punto di distribuzione di viveri. A distanza di quasi 2 anni niente di tutto questo è stato realizzato e il piano terra di Palazzo Caselli Vaccaro risulta ancora chiuso. Perché nessuno ha pensato di realizzare in questa struttura un dormitorio permanente finalizzato alla presa in carico ed al reinserimento dei senza tetto? Perché gli abitanti di via Giostra Vecchia e dell’intero centro storico non hanno potuto usufruire di alcuno dei servizi promessi?
Crediamo sia giunta l’ora di sedersi attorno ad un tavolo e programmare, senza attendere la prossima emergenza, per evitare di tornare, di nuovo, indietro di 10 anni”.