Cosenza: in corteo per chiedere ‘sanità pubblica’, multe per 400 mila euro

A darne notizia è il collettivo politico ‘Fem.In cosentine in lotta’, generalmente attivo nel sociale, che parla di “sanzioni vigliacche”

 

COSENZA – Nel mese di novembre diverse sono state le manifestazioni organizzate dal comitato Prendocasa e alla quali si sono aggiunti cittadini, esercenti e ristoratori, per chiedere una sanità pubblica migliore, maggiori investimenti nel settore e l’incremento di posti letto. Cortei che hanno attraversato la città, terminando dinnanzi il pronto soccorso dell’Annunziata. Generalmente tutte le manifestazioni si sono svolte senza grandi criticità, solo qualche disagio alla circolazione e rari momenti di scontro con le forze dell’ordine. Nonostante ciò, tanti cittadini sono stati sanzionati. A darne notizia è il collettivo politico ‘Fem.In cosentine in lotta’, generalmente attivo nel sociale, che parla di “sanzioni vigliacche”.

“Abbiamo criticato fortemente la struttura commissariale, – scrivono sulla loro pagina Facebook – la sua gestione dagli anni di Scopelliti ad oggi, le condizioni dei nostri principali presidi sanitari e la chiusura dei 18 ospedali calabresi, che ha lasciato interi territori abbandonati a se stessi. Ci siamo ribellati/e alla sistematica negazione del nostro diritto alla salute da parte delle istituzioni e all’ennesimo spreco di denaro pubblico, come i milioni di euro spesi per gli ospedali da campo.
Di fronte ad una popolazione determinata a riconquistare la propria dignità, nonostante la maggior parte di noi fossero stati messi in ginocchio dalla crisi economica che l’emergenza sanitaria ha causato, le istituzioni hanno risposto punendoci con multe che arrivano fino a un totale di 400 mila euro. Sanzioni salatissime, inflitte a coloro che protestavano contro un sistema massomafioso, clientelare, criminale, che ci ha condotti fino a questo punto. Come se i nemici di questa terra fossimo noi, fossero le persone che vogliono alzare la testa, che vogliono poter restare, senza emigrare per lavorare o per curarsi. Come se fosse giusto assistere inerti al naufragio della nostra regione, guardare i negozianti chiudere le serrande per sempre o i nostri familiari ammalarsi senza avere la certezza di essere curati e assistiti.
Molte delle persone che hanno ricevuto migliaia di euro di multa non erano neanche fisicamente presenti alle mobilitazioni, un dettaglio non secondario, che dimostra quanto le sanzioni siano state inflitte superficialmente, ma secondo una chiara logica repressiva: punire alcuni e alcune per educarne tanti altri e altre. L’unica certezza è che queste multe hanno l’unico scopo di colpire lì dove fa più male, sono somme di denaro che fanno impallidire di fronte ai licenziamenti, alla cassa integrazione che non arriva, a famiglie che devono ricorrere alla solidarietà per sopravvivere. Sono sanzioni vigliacche, inflitte da istituzioni altrettanto vigliacche. Rispediamo al mittente ogni tentativo di fermarci, di ostacolare un percorso che vuole liberare la Calabria dalla classe politica di ieri e di oggi, di intimidire una moltitudine di cittadini e cittadine determinata a ottenere tutti quei diritti fondamentali che ci vengono negati. Andiamo avanti! Calabresi in mobilitazione per la sanità pubblica”.