Cosenza, crisi occupazionale nella Pubblica amministrazione. Cgil: “situazione allarmante”

L’appello del sindacato Cgil: “È da anni che lo ribadiamo. Mancano le risorse per lavorare in sicurezza e stabilizzare il precariato. Sono ripercussioni gravi sul mantenimento dei servizi ai cittadini”

 

 

 

COSENZA – “Da anni chiediamo di mettere a fuoco la grave emergenza occupazionale negli enti locali e nella Pubblica amministrazione“, così scrive in una nota la Cgil di Cosenza facendo notare che “la situazione attuale desta grande preoccupazione. Mancano le risorse per lavorare in sicurezza e stabilizzare il precariato e anche sul fronte contrattuale non sembra esserci la volontà di investire sulla contrattazione e su un piano di riqualificazione del personale. Al momento, dunque, non si intravede quella svolta necessaria per salvaguardare il settore pubblico e i servizi ai cittadini”.

Confronto con i Comuni: “pochi risvolti positivi”

“In questi anni abbiamo chiesto agli amministratori pubblici di condividere scelte e percorsi con le Organizzazioni sindacali ma il confronto solo con alcuni è stato portato a termine con risvolti positivi sul piano occupazionale – prosegue il sindacato – . Nella fase di rinnovo dei contratti, il nostro obiettivo deve essere quello di restituire valore e ruolo alla contrattazione coinvolgendo nel processo di trasformazione della Pubblica amministrazione in atto chi rappresenta i lavoratori. Dicevamo che la situazione è allarmante. Gli uffici pubblici si stanno desertificando con ripercussioni gravi sul mantenimento dei servizi ai cittadini. I Comuni più piccoli soprattutto, impossibilitati a dotarsi di nuovo personale per i vincoli imposti dal blocco delle assunzioni, hanno affidato ai lavoratori del bacino ex lsu -lpu la capacità di portare avanti e garantire i servizi ai cittadini.

“È solo grazie all’impegno di questi lavoratori, – precisano – utilizzati con contratti part-time spesso non consoni con la mansione richiesta, che è stato possibile garantire servizi essenziali anche durante il periodo di emergenza Covid. Parliamo di personale inserito ormai a pieno titolo negli organigrammi degli enti locali e divenuto indispensabile in moltissimi Comuni di piccole dimensioni”.

Il caso del Comune di Cosenza

“In questo scenario assume valenza particolare – dicono – la vicenda del comune di Cosenza laddove la mancanza di confronto ci impedisce di conoscere la reale portata della situazione e la programmazione del fabbisogno di un Comune in dissesto e, dunque, soggetto alla preventiva autorizzazione della Cosfel. La richiesta di riorganizzazione degli uffici – necessaria dopo la fuoriuscita naturale di oltre la metà dell’organico preesistente – è rimasta solo sulla carta, evidentemente continuare a garantire i servizi pubblici e consentire ai lavoratori di prestare la propria attività in sicurezza mantenendo gli standard qualitativi non è, per il Comune di Cosenza, una priorità”.

PA, servono percorsi a lungo termine

La Cgil ha sempre puntato ad un confronto sul fabbisogno, “sollecitando le controparti a un percorso di programmazione a medio e lungo termine. Le conseguenze delle scelte unilaterali poste in essere da alcune Amministrazioni si stanno vedendo oggi e le stanno pagando i “nuovi” dipendenti pubblici: le stabilizzazioni hanno accentuato la precarietà anche del lavoro pubblico, considerato che i contratti stipulati, dal punto di vista economico, non hanno nulla di dignitoso. Peraltro, – incalzano – questi lavoratori sono stati stabilizzati con fondi ministeriali e regionali mentre il confronto serviva ad individuare i percorsi che avrebbero consentito all’ente di mettere da parte fondi di bilancio per garantire autonomamente contratti più equi e adeguati all’orario e alla mole di lavoro richiesta. Va dato atto che alcuni enti hanno riconosciuto la professionalità e l’importanza di questi lavoratori e malgrado le ristrettezze economiche, hanno contribuito con propri fondi di bilancio alla implementazione di condizioni contrattuali migliorative e proporzionate alla quantità e qualità dei servizi da erogare alla cittadinanza”.

“La nostra categoria è stata sempre vigile su queste problematiche e, a maggior ragione oggi, – concludono – continueremo la nostra lotta per i diritti dei lavoratori e maggiori tutele e garanzie per tutti i cittadini”, conclude la Cgil.