Con uno striscione chiede di tornare a scuola. L’assessore le risponde con una lettera

Una studentessa cosentina, dopo aver appeso uno striscione davanti la sua scuola “Bonaventura Zumbini”, ha ricevuto la risposta da parte dell’assessore del Comune di Cosenza: “c’è necessità di cautela in questo momento. Abbi pazienza, ci troveremo a rioccupare i nostri ‘cari banchi’

 

COSENZA – L’assessore alla scuola del Comune di Cosenza Matilde Spadafora Lanzino è rimasta molto colpita dal messaggio che una studentessa cosentina ha voluto lanciare attraverso uno striscione esposto nei giorni scorsi davanti alla sua scuola, la “Bonaventura Zumbini”, e sul quale era scritto “la scuola è in presenza; non possiamo tarpare le ali all’istruzione”. Così la Lanzino ha affidato le sue riflessioni ad una lettera aperta indirizzata a Martina – questo il nome della ragazza – ma anche a tutti gli studenti cosentini che in questo momento rappresenta.

“Cara Martina, (e cari tutti voi studenti e studentesse di ogni fascia d’età), che in questo momento tu rappresenti, le tue parole – scrive Matilde Spadafora Lanzino – ci hanno commosso, ma anche confortato, perché sono il semplice, ma insieme profondo riconoscimento dell’amore per la scuola che arriva dalla voce di una dodicenne, la quale, esercitando il suo sacrosanto diritto-dovere di cittadinanza attiva, grida, con compostezza al VIRUS: ‘la scuola è in presenza; non possiamo tarpare le ali all’istruzione’.

Immaginiamo i tuoi pensieri: rivoglio la scuola del contatto, la scuola della parola che arriva diritta all’orecchio, degli occhi che si incrociano, si abbassano, si rialzano; degli scherzetti con i compagni; del panino mangiato insieme; dei sorrisi condivisi…della tremarella…

Cara Martina – prosegue la lettera aperta dell’Assessore Spadafora Lanzino – anche noi al VIRUS GRIDIAMO le tue stesse parole: lo facciamo, però, da donne e uomini adulti: padri, madri, amministratori, docenti….con sulle spalle responsabilità pesanti, scelte difficili da fare, decisioni da prendere, e paura, sì, anche paura, di sbagliare.

Cara Martina, c’è necessità di cautela in questo momento, perché tutti, proprio tutti, in questi giorni lunghi, pesanti e infiniti, “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.

E dunque: cerchiamo di fare staccare dall’albero meno foglie possibili e impariamo la resilienza. Impariamo – sottolinea nella lettera aperta Matilde Spadafora Lanzino – a riciclare le nostre abitudini ataviche, con nuove aperture e possibilità. Tu sei una ragazza sveglia e intelligente e capirai certamente che si impara e si cresce attraverso tutte le esperienze. Leggere tranquillamente un buon libro, sostituire in casa genitori assenti per lavoro; dare una mano a sorelline e fratellini più piccoli; riguardare vecchie fotografie; curare le piante; riprendere i pezzi del percorso scolastico che erano sfuggiti (al tempo delle vacche grasse) per noia, per dimenticanza, per disinteresse, per leggerezza; scrivere pensieri e sentimenti…e rendere così, lo spazio di questa “prigionia”, a dispetto del virus, sopportabile, proficuo, piacevole, interessante.

E ti assicuro che ci troveremo domani, più “istruiti”, pronti a rioccupare, magari con più entusiasmo e consapevolezza che in passato, i nostri “cari banchi”.

Complimenti, Martina e a tutti i giovani un abbraccio, nella speranza che il comune dolore di questo momento possa essere seme di un mondo migliore, di una Calabria migliore”.