Presentato a Cosenza il libro di Tobias Jones. Mondo Ultras e Cosenza diventano i protagonisti

Il suo lavoro editoriale “The Underworld of Italian Football” dedicato al mondo ultras in particolare alla realtà rossoblu ha ottenuto un grande successo ed è stato nominato libro di calcio dell’anno dal The Telegraph. Tobias Jones  ha collaborato con vari quotidiani internazionali, tra cui Independent, Guardian, Financial Times e Vogue.

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COSENZA -Due anni di inchieste, di collaborazioni, di visite nel mondo ultras e in quelle città dove il movimento ha rappresentato e rappresenta un modo di vivere, come è sempre stato a Cosenza. Tobias Jones, scrittore e giornalista inglese, ha presentato a Cosenza il suo nuovo libro sul movimento: “Ultra  – The Underworld of Italian Football” letteralmente il “sottobosco del tifo italiano”. Pubblicato il 19 settembre 2019 da Head of Zeus, è stato scelto come vincitore dei The Telegraph Sports Book Awards nella categoria ‘Football Book of the Year 2020’. Un libro che parla del movimento ultras in Italia e che sceglie come protagonista la tifoseria cosentina. Tobias ha collaborato con la redazione di QuiCosenza dove ha ricevuto contributi e informazioni per realizzare il suo lavoro. Su iniziativa della Libreria UBIK, nel chiostro di San Domenico, è stato presentato ieri il libro “Ultrà” edito da Newton Compton.

Presentato insieme a  Giancarlo Costabile, docente dell’università della Calabria, lo scritto è stato pubblicato lo scorso anno in anteprima in Inghilterra dove ha riscosso grande attenzione dalla critica e dai lettori. Di recente è stato tradotto in italiano, il libro rappresenta un prezioso ritratto di un fenomeno, quello del tifo organizzato, spesso descritto in modo superficiale e retorico. Al contrario, il testo nasce da un’assidua frequentazione diretta degli stadi italiani che lo scrittore, nonché corrispondente per la BBC e The Guardian, ha realizzato nel biennio 2017-18. Jones ha compiuto un viaggio tre gli ultrà di tutta la penisola, partendo proprio da Cosenza.

Con i gruppi di supporters bruzi e di altre città ha condiviso momenti storici, partecipando ad incontri pubblici, mantenendo dei legami solidi, ponendosi in una posizione di rispettoso ascolto. Non a caso il suo racconto parte dalla trasferta di Pescara dove nel giugno 2018, battendo il Siena nella finale play off, la squadra rossoblu conquistò la serie B. L’inchiesta svolta da Jones svela il carattere simbolico degli scontri, la cultura che permea il fenomeno, la sua estesa valenza sociale. Non mancano i riferimenti alle forme degenerative che negli ultimi anni si sono insinuate nelle curve e sulle gradinate degli stadi italiani.

Tobias Jones, attento osservatore della realtà del nostro Paese, crea un ritratto controverso e vivace della società italiana e del mondo delle sue curve calcistiche. Attraverso l’analisi delle tifoserie di tanti club sportivi, dai più conosciuti a quelli militanti in serie minori, esamina i lati sinistri, ma anche quelli ammirevoli, di questa sottocultura con tutte le sue contraddizioni: dalla passione alla violenza, dal senso di appartenenza all’estremismo politico. “Mi sono sempre occupato di calcio, e due anni fa ho pensato che i tifosi sono molto più interessanti dei calciatori. I canti, le battute, la vita dei tifosi è un patrimonio… E Cosenza ha tanta storia”.
Insieme al fotoreporter di Quicosenza, Marco Belmonte, ha trascorso e viaggiato nel mondo rossoblu per quasi tre anni ed ha raccolto elementi, voci, notizie, curiosità da inserire in una parte dedicata al tifo cosentino “Cosenza l’ho scelta in parte perché, per gli inglesi, è una città sconosciuta e così presento anche una realtà nuova” ha detto Jones che nel suo libro parla anche di Padre Fedele del caso Bergamini e del grande impegno nel sociale dei ultras Cosenza. Nel suo percorso Tobias Jones ha conosciuto i tanti personaggi che hanno fatto la storia del mondo ultras cosentino. Non anticipiamo nulla su questo splendido libro da leggere tutto d’un fiato

«Tobias Jones offre un racconto dettagliato della storia del fenomeno ultrà e allo stesso tempo riesce a rendere l’idea di che cosa significhi trovarsi in mezzo a loro»
The Guardian