Sanità, Ugl: “Cotticelli vada nelle strutture per rendersi conto delle difficoltà”

Il segretario Provinciale di Cosenza dell’UGL Sanità, Valentina Battendieri sul sistema commissariale: “non è esempio di buon andamento e funzionamento”

 

COSENZA – A far andare le cose di male in peggio, è proprio chi deve – oltre che far quadrare i conti – migliorare la qualità dei servizi. “Mi riferisco – scrive la segretaria del sindacato – al Commissario della sanità calabrese, il generale Saverio Cotticelli. Uomo che non dice mai no, neanche a ciò che però deve portare poi a termine. La Calabria ha bisogno senz’altro di maggiore trasparenza e legalità nella gestione in Pubblica Amministrazione, ma è pur vero che ha bisogno di fatti ed azioni che vadano a garantire il primo diritto di ogni cittadino: la garanzia di poter essere curato con gli standard qualitativi necessari”.

Trascurare il depauperamento del personale sanitario, é indice di una cattiva gestione e indice di non curanza per ogni singolo cittadino. Cosa giusta farebbe il nostro commissario regionale – sottolinea la Battendieri  – a recarsi direttamente presso le strutture, per rendersi conto, dove i pazienti vengono presi in carico da operatori sanitari che nonostante le immense difficoltà, perché lasciati soli anche loro, ottemperano al loro dovere”.

La migrazione di pazienti e di eccellenze professionali

“Ciò che rende ancora più difficile questa gestione è la mancanza di confronto con i sindacati, affermato anche di recente dalle diverse sigle e non solo. La Fondazione Gimbe ha parlato chiaro, la Calabria risulta ancora fanalino di coda. L’onorevole Sapia dice bene quando denuncia il nostro anno zero. A migrare non è solo il cittadino per curarsi cercando di salvarsi la vita, ma anche le nostre eccellenze professionali per poter prestare la propria opera in condizioni di sicurezza e dignità. Apprezzo invece – conclude la rappresentante dell’Ugl – il lavoro che sta portando avanti la commissaria dell’Asp di Cosenza, d.ssa Simonetta Bettelini perché quantomeno sta mettendo mani e testa, recandosi personalmente presso i nostri nosocomi – soprattutto quelli in affanno – con la collaborazione di medici e figure professionali che ben conoscono il territorio e le stesse criticità. Non abbiamo bisogno di persone che restano sedute cercando di guardare da lontano con il binocolo il cittadino senza conoscere neanche la nostra cartina geografica e le nostre coordinate”.