Cosenza, carenza personale medico al Pronto Soccorso: continua lo stato di agitazione

SUL: “10 medici sui 19 che invece sarebbero necessari. Ieri abbiamo chiuso negativamente il tentativo di conciliazione, prorogando ‘ad interim’ lo stato di agitazione del personale”

 

COSENZA – “Il SUL della Calabria, – si legge in una nota – a seguito della proclamazione dello stato di agitazione del personale “UOC Medicina e Chirurgia di Accettazione ed Emergenza del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Annunziata – Mariano Santo – S. Barbara di Cosenza” su convocazione della Prefettura di Cosenza, ha esposto ieri le gravi problematiche di carenza di personale medico che il Pronto Soccorso affronta giornalmente, dovute all’impiego di appena 10 medici sui 19 che invece sarebbero necessari e al conseguente eccessivo carico di lavoro che ne deriva. Si potrebbe affermare “eppur si muove” ma in realtà ad un occhio ben attento risulterebbe chiaro l’immobilismo, ed è per questo che ieri abbiamo chiuso negativamente il tentativo di conciliazione, prorogando “ad interim” lo stato di agitazione del personale.

Ma veniamo ai fatti: come SUL abbiamo proposto fattivamente di spostare medici da altri reparti, ad esempio Chirurgie, presso il Pronto Soccorso dove il carico di lavoro è ormai insostenibile, specificando che non si tratta di una emergenza estiva, bensì di una questione attualmente strutturale di carenza di medici dovuta anche a trasferimenti non rimpiazzati. Gli intervenuti per parte Aziendale hanno proposto soluzioni tampone per reperire personale a tempo determinato in attesa di eventuali procedure concorsuali, proposte comunque da sottoporre ad approvazione della Direzione Strategica. Ma scusateci, ciò dimostra non solo che il problema ci sta, ma che comunque l’A.O. ne è a conoscenza, infatti proponendo loro eventuali soluzioni tampone hanno praticamente confermato la sofferenza numerica di medici in Pronto Soccorso, sofferenza che per noi riguarda non solo il personale medico ma anche il personale infermieristico e sanitario.

Ma allora se tutti sapevano diventano d’obbligo i perché:
_Perché si è dovuti arrivare allo stato di agitazione?
_Perché è stato necessario un tavolo in Prefettura se il problema era noto?
_Perché non ci sono state risposte dell’Azienda alle missive del SUL in questi mesi?
_Perché rischiare di non poter offrire un pubblico servizio decente alla collettività?
A voi le riflessioni.”