Cosenza, l’opposizione: “ipotesi bilancio stabilmente riequilibrato certifica fallimento di Occhiuto”

“Nonostante i tentativi maldestri del sindaco Occhiuto di cercare di nascondere e camuffare la grave situazione finanziaria ed economica che lo vede responsabile in prima persona del default delle casse comunali, la verità è venuta a galla”

 

COSENZA – “L’ipotesi di Bilancio stabilmente riequilibrato 2020-2022 del Documento unico di programmazione, che domani sarà all’esame del Consiglio comunale di Cosenza, è la certificazione del fallimento politico e amministrativo di questa esperienza di governo targata Occhiuto.” Così esclamano i consiglieri dei Gruppi di opposizione del Comune di Cosenza. “Dopo anni e anni di malagestione – incalzano – il risultato è quello di una città in ginocchio, costretta a subire pesanti tagli nei servizi essenziali per i cittadini. Già lo scorso anno il tentativo di far quadrare le risorse finanziarie venne bocciato dai Revisori e con la deliberazione della Corte dei conti numero 106/2019 è stata sancita la condizione di dissesto del Comune di Cosenza dopo aver verificato in maniera attenta e scrupolosa ciò che è accaduto negli anni 2015,2016,2017, 2018.

Sono stati raggiunti circa 350 milioni di debiti, oltre 200 milioni in più rispetto al 2011. E ad oggi sono state protocollate circa 2500 domande: sono le richieste che i cittadini hanno formalizzato alla Commissione straordinaria di liquidazione perché vantano crediti nei confronti del Comune di Cosenza. Tra l’altro, considerando l’elevato numero di richieste, i commissari sono stati costretti a prorogare i termini al 9 agosto 2020. Il dottor Rosario Fusaro, nel corso della Commissione Controllo e garanzia, ha sottolineato che l’Ente ha richiesto “la procedura semplificata, quindi il range di liquidazione nei confronti dei creditori, va dal 40 al 60%. Spera di avviare, entro la fine di agosto, le trattative di liquidazione con i creditori, una volta venuti a conoscenza della reale entità del debito che ha il Comune di Cosenza”.

Il dottor Francesco Giordano, nel corso della stessa Commissione, ha invece fatto riferimento ai debiti fuori bilancio, riferendo delle “partite vincolate che sono tutelate dalla legge e sono stati citati dall’Ufficio Ragioneria con determina 386. Dette partite vincolate in uscita, ammontano a 12 milioni di euro, al momento ne sono state accantonate solo 2 milioni di euro. Pertanto, i creditori saranno vincolati anche in base alla loro capacità e per questo motivo bisogna rinfoltire i fondi vincolati, in primis quelli verso l’Ato Rifiuti”.

Nonostante i tentativi maldestri del sindaco Occhiuto di cercare di nascondere e camuffare la grave situazione finanziaria ed economica che lo vede responsabile in prima persona del default delle casse comunali, la verità è venuta a galla. Abbiamo svolto il nostro ruolo e smascherato il fallimento politico e amministrativo dell’esecutivo Occhiuto. Nel corso di questi anni ci siamo rivolti agli organismi competenti, già dal 2016 ponemmo la questione dei conti comunali, abbiamo inviato puntuali e precise documentazioni alla Procura generale, alla sezione regionale di Controllo e alla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti di Catanzaro, alla Ragioneria generale dello Stato (Servizi ispettivi di finanza pubblica) a Roma. Ovviamente da soli non si va da nessuna parte, il peso dei debiti è enorme e ha fatto bene la Corte dei conti a chiedere di accertare eventuali responsabilità degli amministratori e dei dirigenti del Comune.

Non dimentichiamo che in 142 pagine la Corte dei conti inchioda Occhiuto e la sua maggioranza, la deliberazione n.66/2019 ha effettuato le valutazioni sull’andamento, negli esercizi 2015,2016, 2017, 2018, del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Cosenza facendo emergere criticità tali da far ritenere sussistente il “grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal PRFP”. Appare di estrema evidenza – scrive la Corte dei Conti – che il “Comune di Cosenza non è stato in grado di assumere idonee misure per garantire l’aumento delle riscossioni e lo smaltimento della spesa decorsi sei anni dal percorso di risanamento, e che, in assenza di eventi eccezionali – allo stato neppure prospettati – e tenuto conto di quanto esposto nella presente deliberazione, non potrà, nei restanti tre anni, recuperare il disavanzo pregresso non ripianato nonché l’ingente deficit formatosi durante la vigenza del Piano”.

Va aggiunto inoltre che alla “spesa dichiarata in Bilancio vanno aggiunte tutte le passività non formalizzate, in quanto fuori bilancio o occulte”. Si è potuto ricostruire che oltre 30 milioni di debiti sono, allo stato, non contemplati nel bilancio di Cosenza per ammissione dello stesso Comune. È evidente, dunque, che la gestione Occhiuto e la sua maggioranza ha trascinato la città nel baratro. E siamo certi che anche il Documento che domani verrà discusso in Consiglio sarà posto all’attenzione della Corte dei conti visto che il sindaco continua a ripercorre gli errori fatti negli anni precedenti. Si torna a percorrere la stessa strada e a commettere gli stessi errori nonostante la dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente. Basta fare un esempio: il costo della depurazione. A fronte di una spesa di 2,5 milioni erano stati messi in bilancio inizialmente solo 400 mila euro, poi diventati 1,3 milioni.

Domani saremo in Aula a denunciare ancora una volta le gravi e reiterate irregolarità di questa amministrazione. Non saremo noi a garantire il numero legale perché prima finisce questa esperienza amministrativa, meglio è per i cosentini. La nostra posizione è sempre stata chiara ma c’è chi ha tenuto la stampella a questa maggioranza. È arrivato il momento di dare la parola ai cittadini!”