Dipendenti Amaco senza stipendio, sit-in davanti Palazzo dei Bruzi

 Il sindacato denuncia il comportamento dell’Amaco che, ai danni causati dal Covid 19, sta aggiungendo il ritardo nei pagamenti salariali

 

COSENZA – Una cinquantina i lavoratori dipendenti dell’Amaco che questa mattina si sono ritrovati sotto Palazzo dei Bruzi per protestare. Uno sciopero annunciato a causa della mancata erogazione degli stipendi di luglio. “Chiediamo l’attenzione della politica affinché ci aiuti a capire qual è il problema e trovare al più presto una soluzione. I dipendenti chiedono solo serenità in un periodo estremamente difficile, considerato che sono in cassa integrazione”. È quanto dichiara Antonio Silvio della Faisa Cisal per spiegare la protesta messa in atto dai lavoratori dell’Amaco.


“Il problema – ha poi spiegato Silvio – è che non conosciamo i motivi per cui si è arrivati a questa situazione. Motivi non meglio precisati da parte del datore di lavoro che giustifica a sua volta la mancata erogazione con il ritardo nell’erogazione della bimestralità da parte della Regione Calabria”. “Non tollereremo – conclude il sindacalista – che la società tratti con sufficienza i propri collaboratori e rifugga dalle responsabilità che nei confronti degli stessi deve avvertire ed onorare senza se e senza ma. E soprattutto senza rinvii”.

 

Foto Francesco Greco

 

Aggiornamento

I lavoratori e i rappresentanti sindacali hanno incontrato il Capo di gabinetto del sindaco di Cosenza, al quale hanno esposto le loro problematiche. “Appuriamo – è scritto in un comunicato di resoconto – nel mentre procediamo alla stesura di questo comunicato, che sono stati accreditati la 14^ mensilità ed il salario di luglio, che costituivano le prime rivendicazioni in questa calda giornata d’estate. Abbiamo confermato la nostra disponibilità al dialogo, confermando le nostre premure nei confronti dei lavoratori Amaco e la chiara intenzione di proseguire lungo la strada del miglioramento delle condizioni di lavoro e del recupero delle economie arretrate: buoni pasto in primis. Registriamo con favore l’interessamento del Capo di gabinetto, dr. Molinari ed apprezziamo la vicinanza della consigliera comunale dr.ssa Bianca Rende, nell’auspicio che le problematiche ancora irrisolte possano presto approdare a soluzione. Sosteniamo, da sempre, che il dialogo sia alla base di ogni traguardo comune, ma quando esso manca non si può stare con le mani in mano. E questo abbiamo fatto, richiamando l’attenzione dell’istituzione comunale su quanto si registra in Amaco. Attendiamo, comunque, di potere incontrare i vertici aziendali, in qualunque sede ci verrà indicata, per porre in essere una seria esamina delle questioni non affrontate e instaurare corrette relazioni industriali. Il pagamento della mensilità di luglio e della 14^ mensilità, intanto, costituiscono una boccata di ossigeno per i lavoratori e le loro famiglie, sensibilmente provate dal lungo periodo di cassa integrazione COVID-19. Auspichiamo di poter presto consegnare al passato le altre criticità in atto, come mero, non appagante ricordo. Noi ci siamo”.