Aiello torna con “Vienimi (a ballare)”: «un imperativo dolce che ha il sapore del sud»

«Sono felice dei feedback di questa nuova canzone, rispetto ai singoli che ha conosciuto il pubblico. Io amo molto ballare oltre a raccontare le storie romantiche ed il regalo più bello di questa mia nuova veste è il consenso di chi mi ascolta»

 

COSENZA – «”Vienimi (a ballare)” è una canzone nata prima del lockdown e dalle parole si capisce che bisogno di una carnalità in pieno inverno. E’ un imperativo gentile». Dopo un anno sorprendente con milioni di streaming e visualizzazioni su YouTube, dischi d’oro, live sold out e una candidatura ai David di Donatello, Aiello è tornato con il nuovo singolo “Vienimi (a ballare)” che rappresenta una evoluzione del suo stile, della sua forma. Un suono contemporaneo e intriso di ritmo, popolare, latino, nuovo, potente.

Scritta da Aiello e prodotta da Iacopo Sinigaglia insieme ad Alessandro Forte, riporta il giovane cantante alle sue radici, cosentine, calabresi. Nel brano infatti c’è una parola, spiega Aiello ai microfoni di Rlb «c’è anche una parola “ciotarì” che vuol dire pazzo, fuori di testa ma nel contesto del brano è in chiave positiva. E’ un omaggio alle mie origini, perchè io non parlavo dialetto quando vivevo giù ma se faccio una battuta qui, anche ai miei amici a Roma dove vivo da oltre 10 anni, la faccio in dialetto».

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Le origini meridionali, l’autenticità del cantautorato italiano, i suoni street contemporanei e il ritmo delle musiche popolari latine si concentrano in una canzone che racconta la voglia di superare i ricordi di storie d’amore finite, il desiderio di libertà, di una nuova leggerezza, l’inizio di un’estate speciale, meridionale, capace di trasportare chi ascolta su una pista da ballo immaginaria. Anche nel video, diretto da Giulio Rosati e prodotto da Borotalco.tv, il mondo di Aiello subisce un’evoluzione sonora ed estetica che fonde il pop, con scenari più street e meridionali.

Nel videoclip Aiello balla sui tetti di una periferia, vicino al mare, in spiaggia al tramonto. Dialoga a distanza con una ballerina, che come lui si lascia trasportare dal ritmo incalzante della canzone e racconta un’estate del sud, i colori, i sapori latini e popolari, dove tutto è passione e autenticità. «Perchè – spiega lui stesso –  le nostre radici raccontano di noi più di una qualsiasi carta d’identità, e nel videoclip di “Vienimi (a ballare)” ci sono le mie origini, ci sono io, come mi sono sempre visto e come non tutti mi conoscono ancora».