Accusata di tentata estorsione a due imprenditori. Dopo 7 anni scagionata in appello

La Corte D’Appello di Catanzaro, ribaltando la sentenza di primo grado, ha assolto Francesca Bartone, arrestata nel 2013 a Cosenza e accusata di tentata estorsione a due imprenditori nel ramo del fotovoltaico. Confermata l’assoluzione di Falbo

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CATANZARO – La Corte d’ Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Caterina Capitó, ha assolto “per non aver commesso il fatto” Francesca Bartone, 42 anni, difesa dagli avvocati Francesco Chiaia ed Alessandra La Valle. La Procura distrettuale, nel 2013, aveva formulato nei suoi confronti e di altri 3 imputati, un capo di accusa pesante: tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Con sentenza di primo grado il tribunale di Cosenza aveva escluso l’aggravante del “metodo mafioso” originariamente contestata, ma aveva condannato la Bartone a un anno e 10 mesi per la tentata estorsione ai danni di due imprenditori nel ramo del fotovoltaico che l’avevano denunciata. Questa mattina, dopo sette anni, la Corte d’Appello a Catanzaro ha ribaltato la condanna scagionano la donna dalla grave accusa e la assolta. La Procura Generale aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado.

La denuncia di due imprenditori e gli arresti

I fatti risalgono al 2013. Francesca Bartone venne arrestata dalla squadra Mobile di Cosenza su richiesta della DDA di Catanzaro, insieme ad Alfonsino Falbo, Francesco Greco e Andrea Satavale a seguito della denuncia di due imprenditori nel ramo del fotovoltaico. Dopo avere effettuato la realizzazione di quattro impianti nel cosentino, l’azienda non era riuscita a coprire l’esposizione debitoria nei confronti dei fornitori anche a causa del mancato pagamento da parte di un cliente. Secondo l’accusa e la denuncia dei due, Francesca Bartone, compagna di uno dei fornitori, avrebbe  interessato della vicenda alcuni esponenti della criminalità locale che, approfittando delle difficoltà economiche, volevano subentrare nella titolarità della stessa azienda del valore 1,2 milioni di euro. Un tentativo – sostenne l’accusa – portato avanti con minacce e percosse ai danni dei due titolari. Oggi La Corte d’Appello di Catanzaro ha ribaltato tutto dichiarando totalmente innocente la Bartone e accogliendo in pieno le richieste dei difensori Francesco Chiaia ed Alessandra La Valle assolvendo donna per non aver commesso il fatto ed ha confermato l’assoluzione di Falbo dichiarando inammissibile l’appello del PM (la corte aveva già dichiarato l’inammissibilità).