Appalti, Unical e Prefettura di Cosenza rafforzano il protocollo anti infiltrazioni

Il monitoraggio del gruppo interforze si estende ora alle gare dai 3 milioni di euro in su. Il rettore Leone: “legalità è per noi una parola d’ordine. Ci sono tanti nuovi cantieri che partiranno e vogliamo alzare il livello di guardia”

 

COSENZA – È stato firmato questa mattina in Prefettura dal prefetto Cinzia Guercio e dal rettore dell’Unical Nicola Leone l’Atto aggiuntivo del Protocollo di legalità “Prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti dell’Università della Calabria di Arcavacata di Rende”, già sottoscritto il 20 novembre 2017. Il protocollo in questi anni ha consentito al gruppo interforze della Prefettura di monitorare in modo serrato tutta la filiera degli appalti, per mezzo di una banca dati aggiornata e messa a disposizione dall’Unical: ora, con l’atto integrativo siglato, il suo ambito di applicazione sarà esteso, abbassando la soglia degli appalti interessati da 5 a 3 milioni di euro.

«Legalità è per noi una parola d’ordine – ha spiegato il rettore Nicola Leone, che ha voluto fortemente l’estensione e il rafforzamento del protocollo – L’Unical si appresta ad aprire nuovi cantieri e a realizzare opere di rilievo. Abbiamo un progetto di 15 milioni di euro per l’edilizia universitaria che sta per essere presentato, ma anche una serie di bandi di importi minori, tra i 3 e i 4 milioni di euro. Abbiamo ritenuto necessario alzare ulteriormente il livello di guardia e aumentare le attività monitorate. Per l’ateneo è un carico di lavoro importante, che ha richiesto l’impegno di un ufficio ad hoc, ma è un onere che ci assumiamo volentieri. Le cronache recenti, del resto, testimoniano l’efficacia di questa azione: un’impresa impegnata in lavori all’Unical, come è emerso dall’operazione “Overture”, ha denunciato i tentativi di estorsione perché spinta dalla presenza del protocollo».

Le informazioni che confluiscono nella banca dati istituita dall’Unical permettono di monitorare tutte le fasi di esecuzione dell’opera, i flussi finanziari, le condizioni di sicurezza all’interno dei cantieri e tutti gli accessi, la forza lavoro impegnata e i mezzi. L’anagrafe degli esecutori è dettagliata e comprende anche i titolari di eventuali subappalti. Gli appaltatori devono inoltre impegnarsi, con la stipula del contratto, a denunciare all’autorità giudiziaria ogni tentativo di concussione, estorsione o condizionamento criminale: si rischia, altrimenti, la rescissione del contratto.

«Il protocollo è un meccanismo di protezione per le stesse imprese. E lo è anche per i lavoratori: il monitoraggio non è finalizzato solo alla prevenzione di tentativi di infiltrazione mafiosa, ma anche al controllo della sicurezza sul luogo del lavoro e del rispetto dei contratti collettivi nazionali» ha detto il prefetto Cinzia Guercio, che in apertura di intervento si è inoltre complimentata con l’Unical per il recente ingresso nel prestigioso QS ranking.