Cosenza, 92 ex OSS dell’azienda ospedaliera: “sfruttati per 20 anni e abbandonati”

Si sentono abbandonati da ogni ogni agenda politica e sindacale i 92 OSS esternalizzati dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza

 

COSENZA – “I lavoratori continuano a lavorare solo grazie a loro stesso sacrificio e per non lasciare indietro nessuno, si sono visti, decurtaRE parte del loro contratto, pur di salvare i 30 licenziamenti imposti da Coopservice S.Coop p.A. e MultiService Sud al tavolo Prefettizio dello scorso novembre 2019 diretto dalla dott.ssa Paola Galeone”. E’ quanto riporta una nota degli oltre 92 ex OSS dell’azienda ospedaliera: “Da allora, il Generale Saverio Cotticelli e compagni, si sono defilati e le promesse di rivedere la posizione dei lavoratori sfruttati da 20 anni, dopo la chiusura dell’inchiesta della Guardia di Finanza, i NAS di Cosenza e l’Ispettorato del Lavoro, la quale ancora si aspettano risultati, e che di fatto, bloccava la loro proroga e, per questo il Generale si esprimeva con rammarico per non poterla concedere, sono state disattese. Ricordiamo che il prossimo 31 luglio 2020 scadrà l’intero appalto, la quale vede coinvolti anche 150 addetti alle pulizie e 135 circa ausiliari”.

“La nuova gara è stata affidata alla Consip e dalle notizie che abbiamo ricevuto – scrivono – il lotto inerente la Calabria è in assegnazione ma i tempi non sono certi. Le condizioni degli ex OSS con un contratto part time al 50%, verrebbero pesantemente penalizzate se, le promesse di Coopservice e l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, Cotticelli e Regione non andranno in porto”.

I dipendenti si dicono seriamente preoccupati per il loro futuro e chiedono al presidente della Regione Jole Santelli di farsi da garante delle loro posizioni lavorative: “Cosenza, è l’unica provincia calabrese ad essere fortemente penalizzata sulla questione degli OSS. Tutti hanno avuto la possibilità di avere la propria graduatoria dove attingere eventuali assunzioni ed invece Cosenza ha dovuto attingere da graduatorie fuori provincia, penalizzando fortemente i cosentini che non hanno partecipato a concorsi lontani di provincia fatti passare come regionali. Non abbandonateci. Noi continuiamo a svolgere le nostre attività, pur senza avere un contratto legalmente adatto, che garantisce eventuali infortuni sul lavoro. Eppure lo facciamo da circa 27 anni”.

“Siamo riusciti – prosegue la nota – dopo 18 anni e tante battaglie, ad essere inquadrati legalmente come OSS avendo riconosciuto un CCNL di riferimento adeguato alle mansioni. Cotticelli e la Crocco, in pochi minuti, sono risusciti a farci ritornare nell’ambiguità contrattuale e delle mansioni. All’anima della legalità tanta sbandierata! Chiediamo che l’agenda politica regionale possa fare uno sforzo e mettere di nuovo al centro la nostra problematica che, fino ad oggi, nessuno ha saputo affrontare e risolvere definitivamente senza penalizzare i lavoratori. Infine chiediamo alle sigle sindacali e di categoria, che in questi mesi si sono letteralmente dileguati dalla vertenza di restare vicino ai lavoratori e di sostenere con forza l’internalizzazione dei lavoratori perché secondo noi qualcosa non è stato ben compreso negli anni passati, perché l’internalizzazione dei servizi è avvenuta ma lasciando a casa i lavoratori che fino a poco tempo fa garantivano i servizi, pur essendo sottopagati, sostituendoli con nuove leve. Complimenti”.