Consultori ancora chiusi a Cosenza, il gruppo Fem.In annuncia nuove proteste

“Continueremo a vigilare e a disturbare il loro sonno fino a quando non otterremo ciò che ci spetta: visite, esami e terapie” scrive il gruppo di Cosentine in lotta

 

COSENZA – “Stamattina abbiamo avuto il dispiacere di constatare che la riapertura di consultori e poliambulatori è solo una chiacchiera, raccontata anche male”. È quanto dichiara il gruppo Fem.In. Cosentine in lotta, che la scorsa settimana ha organizzato un sit in di protesta per chiedere la riapertura dei consultori sul territorio cittadino e provinciale.

“La totalità di questi è ancora chiusa, sbarrata e sigillata, si continua – scrivono in un comunicato – con l’ambiguo e discrezionale metodo delle urgenze e solo in alcuni rarissimi poli si sta procedendo alla riprenotazione delle visite annullate. Il 27 Maggio, abbiamo incontrato il commissario ASP, dott. Zuccatelli e il coordinatore dei consultori, dott. D’Angelo, i quali non sappiamo come oggi possano guardarsi allo specchio e non avere vergogna, sapendo di aver lasciato migliaia di cittadini e cittadine calabresi di nuovo soli/e con le proprie patologie e di aver tentato anche di prenderli/e in giro, promettendo una riapertura alla quale di fatto non erano preparati e per la quale non hanno dato alcuna disposizione e nessun dispositivo di protezione. Il personale sanitario che lavora nei presidi territoriali è ignaro di tutto, non ha ricevuto linee guida e vive una frustrazione inimmaginabile, ogni volta che deve comunicare agli/alle utenti che, no, anche questa volta nessuno può garantire il loro sacrosanto diritto alla salute. Ci troviamo di fronte a un clamoroso esempio di come i vertici della sanità calabrese non siano solo distanti dalla popolazione ma anche dai loro stessi colleghi, che tutti i giorni lavorano sul campo, a un esempio di come corpi, malattia, professionalità e lavoro siano terreno politico su cui ergersi e speculare. A quasi un mese dall’inizio della fase 2 si è solo perso tempo ad ingannare e illudere la popolazione, invece di occuparsi di reperire fondi, DPI, studiare un piano di riprenotazione e predisporre gli ambulatori in maniera strutturale per evitare i contagi. Se oggi questi signori pensano di poter vivere e continuare ad ingannare, giocare e speculare tranquilli, sbagliano. Lo abbiamo promesso in sede d’incontro, e noi al contrario loro manteniamo le promesse, continueremo a vigilare e continueremo a disturbare il loro sonno fino a quando non otterremo ciò che ci spetta: visite, esami e terapie”.